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In Puglia e Basilicata

Gastronomia, un barese brevetta l'acqua di mare fresca in brik

Gastronomia, un barese brevetta l'acqua di mare fresca in brik
di NICOLA PEPE
Giuseppe Cascarano, 70 anni (originario di Capurso) imprenditore di prodotti ittici di Noicattaro, lancia sul mercato l'acqua di mare - fresca - racchiusa in brik da due litri. L'«Aqua marina preziosa» è prelevata da una foce a 50 metri di profondità della baia di Oosterschelde, nel Mare del Nord, lungo la costa della Zeelanda. Il brevetto dell'«invenzione» è di una società olandese - titolare di una concessione marina - di cui Cascarano è distributore esclusivo - per ora - nei territori di Italia e Grecia

04 Agosto 2009

BARI - Non è come l’«aria di Napoli» in bottiglia, ma qualcosa di più originale. Chi poteva pensare di inventare un business dall’acqua di mare? Proprio così, qualcosa che per noi è a portata di mano, «rischia» di segnare una rivoluzione nel mondo della tavola. Soprattutto quella dei buongustai e degli amanti del «mangiar bene». Niente più acqua di mare depurata, quindi trattata, ma acqua «naturale» - come sgorga dalla sorgente (reciterebbe una vecchia reclame ) per gustare ostriche, cozze, preparare il pesce e cucinare tutte quelle prelibatezze che comunemente richiedono un po’ di acqua - fresca - di mare. E’ questo, almeno, l’augurio di Giuseppe Cascarano, 70 anni (originario di Capurso) imprenditore di prodotti ittici di Noicattaro. Titolare di un’azienda familiare, è al centro di un commercio planetario di prodotti ittici e pesce di qualità che lo colloca come uno dei principali «borsisti» internazionali del prodotto: la sua azienda, la «Cascarano Sea food» movimenta qualcosa come 20mila tonnellate di pesce ogni anno. 

Cascarano acquista il prodotto direttamente in acqua e lo rivende ai mercati internazionali grazie ad accordi con allevamenti di ogni parte del mondo. Per avere un’idea di come lavora questa impresa dell’hinterland barese (ha sede nella zona Pip di Noicattaro) basti pensare che vende ai francesi le ostriche prodotti nei loro stessi allevamenti. Il trucco di Cascarano è andare direttamente alla fonte del prodotto e trattare. In che modo? Con il suo inseparabile telefono cellulare che «brucia» in pochi minuti centinaia di tonnellate di prodotto che volano via poche ore dopo l’arrivo nel rinnovato capannone (a prova di puzza) di Noicattaro. 

Torniamo alla scoperta ingegnosa. Cominciamo col dire che l’acqua commercializzata (sarà racchiusa in brik da due litri) non proviene dal nostro mare. L’«Aqua marina preziosa» (si scrive proprio così) è infatti prelevata da una foce a 50 metri di profondità della baia di Oosterschelde, nel Mare del Nord, lungo la costa della Zeelanda. Il brevetto dell’«invenzione» è di una società olandese - titolare di una concessione marina - di cui Cascarano è distributore esclusivo - per ora - nei territori di Italia e Grecia. 

Ad assistere l’imprenditore barese nel contratto è stato il prof. Ugo Patroni Griffi, ordinario di diritto commerciale all’Università di Bari e di commerciale internazionale alla «Luiss» di Roma che ha limato ogni riga del delicato accordo (bilingua) di partnership. 

Ma perchè proprio dalla baia di Oosterschelde? Per i non addetti ai lavori, quello specchio d’acqua è il regno di un astice prelibato che fa parlare tutto il mondo. Ma a caratterizzare l’acqua «preziosa» sono proprio le sue qualità che la rendono pura e salina al punto giusto, come certificato da biologi di fama internazionale. Lo scopo di quest’acqua (basta curiosare nel sito provvisorio www.aquamarina.info) è nobilitare il gusto del frutto di mare (ostriche ad esempio, ma anche la più comune cozza) consentendo di conservare quel sapore, se non addirittura il profumo. 

«Forse nessuno sa - precisa Cascarano - che il trucco del sapore di un frutto di mare non è tanto la provenienza, quanto l’acqua con cui è trattato». Autopromozione? Giuseppe Cascarano (nella sua azienda lavorano anche i due figli insieme a 7-8 persone per un volume d’affari di 20 milioni di euro l’anno) ha già fatto testare il prodotto a chef selezionati da un’autorevole guida di gastronomia e cultura alimentare. Il risultato - assicura - è stato soddisfacente. In più con la «sua» acqua cozze o ostriche sopravviverebbero in frigo per giorni e giorni senza la benchè minima puzza. 

Ma come intende rivoluzionare la tavola l’imprenditore noiano? L’idea è quella di distribuirla ovunque, dalle pescherie (che si doterebbero di un bollino di qualità), ai ristoranti e per finire alla gente comune. Il costo del brik da due litri? Per ora è top secret.
NICOLA PEPE
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