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Teleguidato dalla base di Foggia il Predator è arrivato a Cagliari

Teleguidato dalla base di Foggia il Predator è arrivato a Cagliari
E' riuscito il primo volo, controllato da satellite, del velivolo ultraleggero senza pilota dell’Aeronautica militare italiana, decollato dalla base di Amendola (Foggia) ed atterrato poco prima delle 11 (dopo dieci ore e mezzo di volo) sulla pista dell’aeroporto militare di Decimomannu. L’aereo è attualmente utilizzato per sorveglianza e ricognizione in Afghanistan ed il test di oggi conferma la capacità del velivolo di essere controllato da remoto

03 Agosto 2009

CAGLIARI - E' riuscito il primo volo, controllato da satellite, del Predator, velivolo ultraleggero senza pilota dell’Aeronautica militare italiana, decollato dalla base di Amendola (Foggia) ed atterrato poco prima delle 11 (dopo dieci ore e mezzo di volo) sulla pista dell’aeroporto militare di Decimomannu. L’aereo è attualmente utilizzato per sorveglianza e ricognizione in Afghanistan ed il test di oggi conferma la capacità del velivolo di essere controllato da distanze remote.

Nei quasi mille chilometri di volo il Predator è stato preso in consegna da un satellite e guidato dalla base di Amendola (28/o Gruppo) sino a Decimo dove è passato ad una stazione di terra per la fase dell’atterraggio. Il lungo trasferimento (che conferma l’Italia prima nazione europea ad avere la capacità di gestire da distanze remote il velivolo) si inserisce nell’operazione “Shardan 2009” (nome di antiche popolazioni sarde venute dal mare) che si concluderà il prossimo 7 agosto e che dovrà confermare le capacità di effettuare missioni con un velivolo Uav, senza pilota a bordo (Unmanned aircraft vehicle), ma guidato con un pilotaggio remoto. 

Il test di oggi, al quale era presente anche il comandante delle Forze da combattimento dell’Ami, gen. Roberto Corsini, assume un significato non solo sperimentale ma anche operativo, infatti secondo l’Ami la capacità di governare il Predator da distanze così rilevanti potrebbe consentire di controllare dall’Italia, in particolari condizioni, il Predator utilizzato in scenari esteri (come l’Afghanistan) o anche per sorveglianza e ricognizione in tutto lo spazio aereo italiano.
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