Mercoledì 10 Agosto 2022 | 16:44

In Puglia e Basilicata

Foggia, scempio al cimitero bruciano stoppie e tombe

Foggia, scempio al cimitero bruciano stoppie e tombe
di DAVIDE GRITTANI 
Come si fa con l’erba che cresce ai bordi delle statali, quella cresciuta accanto alle tombe delle fosse comuni del cimitero è stata bruciata (non si sa se dolosamente o meno) col risultato di carbonizzare una cinquantina di loculi. I congiunti dei defunti chiedono l’intervento della Procura e di indagare per il reato di profanazione. E' stata carbonizzata l'intera uscita posteriore

03 Agosto 2009

di DAVIDE GRITTANI 

Il cimitero come un campo di coltura, il camposanto come un qualsiasi appezzamento seminato a grano. Terra senza memoria e senza destino che produce stoppie durante il caldo torrido di giugno e luglio, che viene bonificata alla meglio bruciando erbaccia e gramigna quando nessuno se ne accorge. Soprattutto di sera, a notte fonda in taluni casi. 

ALLE FOSSE COMUNALI - Questo deve aver pensato chi ha incendiato - molto di recente, il terreno appare ancora come arato dal fuoco - all’erbaccia cresciuta intorno alle cosiddette “fosse comuni” del cimitero, appiccando le fiamme a gran parte dell’area destinata ai loculi interrati e bruciandone almeno una cinquantina. Uno scempio che non pare avere precedenti per il camposanto del capoluogo, da sempre al centro di discussioni e polemiche circa il suo ampliamento e soprattutto circa lo stato pietoso in cui versa: foreste di erba che sommergono le tombe, vialetti devastati, pali della luce divelti, panchine spezzate o addirittura sradicate, cappelle private sprofondate e adesso anche loculi bruciati come le stoppie ai bordi delle “statali”. 
tombe bruciate a Foggia
SCEMPIO SENZA PRECEDENTI - La zona interessata e praticamente devastata dalle fiamme si trova all’uscita posteriore del cimitero, sul versante sinistro se si imbocca il vialetto che poi conduce appunto alla fine del camposanto. Una vergogna che nemmeno i vigilanti più anziani ricordano sia mai accaduta prima, tuttavia nessuno - né il personale del Comune né appunto il personale della sicurezza né tantomeno i proprietari dei fondi confinanti - ha denunciato l’accaduto, sorvolando su un gesto e su un esito che ai più appare obiettivamente scandaloso. «Non so più dove venire a ricordare questa mia parente - spiega una donna che indica alla “Gazzetta” i danni causati dalle fiamme al loculo della sua congiunta - davvero sono imbarazzata dalla vergogna. Non pensavo si potesse arrivare a tanto, adesso stiamo parlando con altri congiunti dei defunti per presentare una denuncia contro ignoti in Procura e chiedere che venga aperta una inchiesta per presunta profanazione di luogo di sepoltura». 

GLI ESTREMI DELL’INCHIESTA - E anche gli estremi dell’indagine sembrerebbero esserci tutti. «Profanazione, ossia azione illecita, violenta, oltraggiosa con cui si viola la sacralità di luoghi, cose o persone» (si legge dal dizionario De Mauro). Soprattutto se si aggiunge che le 50 tombe bruciate - almeno tante ne ha contate la “Gazzetta”, ma il numero rischia di essere purtroppo approssimato per difetto - erano loculi regolarmente occupati, molti dei quali ben lontani dai termini che impogono ai congiunti dei defunti di valutare l’eventuale distumulazione e la sepolatura in un ossario (procedura che per legge viene valutata trascorsi i 25 anni dal decesso). Il punto è stabilire se l’incendio delle stoppie e delle tombe è stato doloso o meno, quindi risalire all’epoca dei fatti e allo strano e inqualificabile silenzio che ne è seguito. A conferma del furore delle fiamme parlamo le immagini che mostraimo in esclusiva, fotografie che mostrano l’intero fronte devastato dal fuoco e un albero di pino completamente carbonizzato. 

SENZA REPLICHE - Questa delle tombe bruciate come fossero gramigna rappresenta la prima vera grana di civiltà per il sindaco Gianni Mongelli, che ha tenuto per sé la delega alle “politiche cimiteriali” e che dovrà quantomeno fornire una risposta ai famigliari dei defunti che pensavano che i loro cari potessero davvero riposare in pace. Impresa difficile, sia a giudicare dalle condizioni in cui versa il camposanto sia a giudicare dal senso di appartenenza dimostrato da chi lo frequenta. Abbiamo deciso di pubblicare questo servizio senza repliche, lasciando che fossero le immagini a parlare. 
Nelle prossime edizioni della “Gazzetta” torneremo sull’argomento, raccogliendo lo sdegno e la rabbia dei parenti dei defunti: molti dei quali - essendo in vacanza o comunque fuori città - nemmeno sanno che la tomba su cui si fermavano a pregare e ricordare... è stata cancellata. Come una stoppia, come un campo di grano a cui si chiede un altro giro di semina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725