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In Puglia e Basilicata

Andria, cinema addio chiude la multisala

Andria, cinema addio chiude la multisala
Oggi, lunedì 3 agosto, chiude i battenti la multisala (9 schermi) nei pressi del centro commerciale di Andria. Niente da fare. Le parole e le promesse non sono servite. Restano senza lavoro 9 giovani con contratto a tempo indeterminato e 6 con contratto a tempo determinato. Troppo distanti la richiesta del canone di locazione (800mila euro all’anno) da parte della società italiana Alimenti, proprietara dell’immobile, e la controproosta dell’Uci cinema (500mila euro).

03 Agosto 2009

E la multisala di Andria oggi, lunedì 3 agosto, chiude i battenti. Su questa e su altre vicende di sale cinematografiche chiuse o prossime alla chiusura, interviene l’avv. Francesco Paolillo, presidente dell’Associazione nazionale esercenti cinema, sezione di Puglia e Basilicata. Sottolinea l’avv. Paolillo: «La notizia della chiusura del multiplex UCI di Andria, dopo le recenti definitive chiusure del cinema Nuovo Palazzo a Bari, del Capitol e dell’Ariston a Foggia, dell’Astra e dell’Eden a Brindisi, del Supercinema a Trani, nonché della preannunciata, purtroppo, non riapertura di altre sale a settembre attualmente chiuse per il periodo estivo, pone con drammaticità la situazione di crisi che attanaglia il cinema non solo nel nostro territorio ma nell’intera Regione Puglia ed in genere nel Paese, e che riguarda non soltanto la produzione cinematografica ma anche le sale e le attività di spettacolo in genere. 

LA CRISI - «Non a caso - continua il presidente regionale dell’Anec - in concomitanza della conferenza stampa di presentazione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia v’è stata una manifestazione di protesta guidata da attori, registi, produttori ed imprese cinematografiche, per denunciare l’inac - cettabile taglio del FUS (fondo unico per lo spettacolo) operato dal governo, con evidente assoluta indifferenza verso i lavoratori e le imprese dello spettacolo che animano un settore rilevante del nostro Paese sia sotto il profilo economico-finanziario che culturale. Per quanto riguarda nello specifico le sale cinematografiche, poi, da anni stiamo assistendo alla progressiva chiusura di sale cinematografiche nei centri urbani, con conseguente impoverimento culturale delle città; oggi la chiusura anche di complessi multiplex di recente realizzazione –come quello di Andria con nove schermi - impone che tutti i soggetti responsabili della filiera cinematografica – produttori, case di distribuzione ed esercenti sale - affrontino con le istituzioni centrale (governo nazionale) e territoriali (regioni, province, ANCI) il problema nella sua gravità, concordando e definendo strategie di intervento non più rimandabili». 

I MULTIPLEX - «Da tempo - aggiunge Paolillo - la nostra Associazione ha avviato a livello territoriale un confronto serrato con la Regione, l’Unio - ne provinciale province italiane e l’Associazione nazionale comuni italiani su tale problematica, grande l’attenzione dichiarata ma scarsi i risultati ottenuti. Tra questi sicuramente il più rilevante è rappresentato dalla recente legge in materia di apertura sale ed il relativo “Programma triennale 2009/2011 per l’eser - cizio cinematografico” che ha dettato i criteri al fine di razionalizzare la distribuzione sul territorio regionale delle diverse tipologie di strutture. Troppo spesso, infatti la realizzazione di nuovi “multiplex” presso centri commerciali non è stata conseguenza di una valutazione di mercato da parte di soggetti operanti nell’esercizio cinematografico ma di chi ha realizzato il centro commerciale, con la specifica finalità di incrementare la capacità attrattiva di consumatori nel centro commerciale. L’inevitabile conseguenza è stata per un verso la scarsa produttività della nuova multisala e, per altro verso, la chiusura della/e sala/e preesistenti nei centri urbani limitrofi al centro commerciale a causa del travaso di pubblico dalla sala tradizionale al più commercialmente attraente multiplex, anche a causa della sopravvenuta indisponibilità delle case cinematografiche a noleggiare i film di maggior richiamo alla sala cinematografica tradizionale in contemporanea con il multiplex, stante il maggior potere contrattuale di quest’ultimo». 

SALE DI QUALITÀ - Altro significativo risultato ottenuto dal confronto con la Regione, è stata la previsione tra i beneficiari degli aiuti agli investimenti alla micro e piccole imprese –p rev i s t o con il bando del 23/04/09 della Regione Puglia Area Politiche per lo Sviluppo il Lavoro e l’Innovazione- anche degli esercenti le sale cinematografiche. Con riguardo, invece, alla prevista realizzazione di un circuito sale di qualità –dalla Regione demandata alla Abulia Film Commission-, cui faceva riferimento il consigliere Pina Marmo nell’articolo apparso sulla Gazzetta il 31 luglio scorso, non credo che la misura possa riguardare la struttura multiplex di Andria e, comunque, l’associazione che presiedo non conosce termini e finalità di tale iniziativa non avendo avuto alcun coinvolgimento a riguardo da parte della Regione. Ritengo, pur tuttavia, che l’at t u a l e situazione di crisi richieda interventi di sostegno generalizzati, diretti a tutte le tipologie dell’esercizio cinematografico, senza stravolgere la connotazione prettamente imprenditoriale dell’attività cinematografica e senza sovrapposizioni e/o sostituzioni all’impren - ditore privato. L’Anec di Puglia dichiara la propria piena disponibilità a proseguire il confronto con le istituzioni territoriali, ben compresa la neonata provincia di Barletta, Andria, Trani, al fine di concordare concrete strategie di i intervento che salvaguardino il patrimonio socio-culturale rappresentato dalle sale cinematografiche esistenti nel nostro territorio.
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