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In Puglia e Basilicata

Partita a quattro  per il Pd pugliese

Partita a quattro  per il Pd pugliese
Dopo aver tentato di far convergere sul suo nome i leader nazionali, ora il sindaco di Bari, Michele Emiliano, corre da solo. Oggi si presentano i 3 sfidanti del segretario uscente: Blasi punta sulle riforme; Minervini al radicamento territoriale; Fusco rivendica una proposta diversa tra quelle in campo
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03 Agosto 2009

BARI - Parte questa mattina la stagione congressuale che porterà all’elezione del nuovo segretario regionale del Pd di Puglia. Oltre al segretario uscente, Michele Emiliano, il Gladiatore capace di tenere testa al leader Massimo D’Alema che gli chiedeva di non ricandidarsi per incompatibilità con la sua carica di sindaco di Bari e che ora corre da solo, ci sono Sergio Blasi, sindaco di Melpignano, Guglielmo Minervini, assessore regionale e Enrico Fusco. 

Quali proposte politiche li rendono diversi all’interno di un’esperienza politica comune? 
«Intanto - dice Blasi, dalemiano e amico di Vendola - mi sembra che ci sia una cosa decisiva per l’idea di partito. È necessario che diventi luogo in cui appassionarsi non a organigrammi e candidature ma al dibattito secondo idee, programmi e scelte». 
Sui luoghi dove fioriscono idee punta anche Minervini: «Il congresso - dice - ci dovrà aiutare a mettere a fuoco una nuova idea di partito e sperimentare inedite forme di organizzazione politica per coniugare la presenza fisica nella società viva con nuove forme di comunicazione e di produzione delle idee. Nessuna nostalgia. Sperimentiamo ciò che non sta alle nostre spalle». 

Blasi batte sul tasto del riformismo e ne invoca una forma non certamente moderata. «Credo - dice - che il partito si debba distinguere nella critica ai ceti dominanti e quando governa debba improntare il suo essere forza di governo alla massima e totale trasparenza». 
Minervini sogna un Pd «effettivamente democratico, non controllato da gerarchie né delegato a leadership plebiscitarie. Che veda i cittadini protagonisti ». 

Chi marca più chiaramente le differenze è Fusco: «Noi siamo gli unici ad avere posizioni nette su tutti gli argomenti e chiarezza di idee: dal rapporto di lavoro ai congedi parentali obbligatori per uomini e donne, fino al no netto e preciso al nucleare. Ignazio Marino è l’unico a fare proposte concrete sui diritti civili. Gli altri sono fumosi. È poi la nostra è una mozione aperta. Tra la fase nei circoli e le primarie daremo la possibilità a simpatizzanti e sostenitori di dare contributo per cercare di migliorare la nostra mozione».
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