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In Puglia e Basilicata

Corigliano: percolato da discarica prelievi sull'acqua della falda

Corigliano: percolato da discarica prelievi sull'acqua della falda
Una settimana decisiva dopo l’allarme rosso per la fuoriscita di percolato dalla discarica dismessa di Corigliano. Prelievi su acqua e suolo verranno effettuati nelle prossime ore dai tecnici dell’Arpa. Il capogruppo del Pd alla Regione, Antonio Maniglio, richiama l’attenzione di Vendola e Introna
• E l’opposizione chiede il blocco dei lavori

02 Agosto 2009

CORIGLIANO - Riflettori puntati su falda e terreni di Corigliano d’Otranto. La prossima settimana l'Arpa si concentrerà quasi esclusivamente sul percolato venuto fuori durante i lavori per la costruzione della nuova discarica. Il pericolo è stato individuato giovedì pomeriggio durante un sopralluogo del Servizio Ambiente della Regione Puglia, condotto insieme ai tecnici di Provincia ed Arpa. Notato il liquido, è scattato il prelievo della sostanza. «Un atto dovuto», precisa il direttore provinciale dell'Arpa, l’ingegnere Roberto Bucci. 

Dal campionamento si potrà accertare, attraverso la presenza di determinati metalli, che quel liquido è effettivamente percolato. Sarà poi interessante conoscere quel che emergerà dai prelievi che verranno eseguiti nei prossimi giorni sulla falda e nei terreni attorno alla discarica. Domani è in programma una riunione di laboratorio durante la quale si stabilirà, di concerto con Provincia e Comune, l'iter da seguire. 

L'ipotesi più probabile è che la sostanza derivi dalla vecchia discarica gestita fino alla metà degli anni Novanta dal Gruppo Monticava e poi dismessa. Per esserne certi servono altri campionamenti. La preoccupazione reale è ovviamente il rischio di inquinamento della falda, che parrebbe al momento tutelata dalla fascia di argilla: ecco perchè sono indispensabili ulteriori verifiche per testare la qualità dell'acqua. 

Della preoccupazione del territorio si fa portavoce Antonio Maniglio , presidente del gruppo consiliare del Pd alla Regione: «Domani inoltrerò u n’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore Introna per sapere quali iniziative intendono assumere con urgenza per verificare lo stato della discarica dismessa, controllare il grado di inquinamento dei terreni, bloccare la tracimazione del percolato. E quale eventuale bonifica, quindi, va attivata per evitare un danno irreparabile ad una falda che è la più grande del Salento e che fornisce tanta di quell’acqua potabile senza la quale saremmo in perenne emergenza siccità». Chiosa poi Maniglio: «Gli effetti di scelte sbagliate, disattenzioni e di mancati controlli negli anni passati mettono ancora a repentaglio la salute dei cittadini e, addirittura, un bene primario come l’acqua». «Altra questione», aggiunge il presidente Maniglio, «è quella relativa al nuovo impianto. Ed è bene essere precisi sulle distinte responsabilità di governo, e le relative date. Il piano dei rifiuti del presidente Fitto localizzò a Corigliano una discarica di soccorso che consentiva di scaricare rifiuto tal quale, ossia non trattato. Coerentemente a quella scelta, certamente irresponsabile e rovinosa, fu bandito e assegnato, nel 2004, l’appalto alla ditta Cogeam». 

Il presidente Vendola «si è trovato pertanto di fronte ad un fatto compiuto. Ciononostante, e malgrado le continue sollecitazioni polemiche della destra, ha atteso un anno prima di firmare i contratti: e ciò è accaduto solo in seguito ad una sentenza inappellabile del Consiglio di Stato». Così Maniglio ricorda - e siamo al distinguo decisivo - che Vendola, «modificando il piano di Fitto, non potendo intervenire sul diritto acquisito, ha cambiato in due punti decisivi il profilo del sito di Corigliano: oggi è un impianto di servizio (e non più di soccorso), dove può essere depositato temporaneamente solo rifiuto biostabilizzato e non tal quale; l’indice respirometrico non sarà di 800 ma di 400; si tratterà, cioè, di un biostabilizzato sicuro che viene utilizzato per le bonifiche e non presenta alcun rischio di tipo ambientale. A condizione, naturalmente, che Provincia e Comune facciano i controlli necessari».
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