Martedì 09 Agosto 2022 | 03:50

In Puglia e Basilicata

Bari, Carrefour del San Paolo la rabbia dei 146 disoccupati

Bari, Carrefour del San Paolo la rabbia dei 146 disoccupati
di NICOLA MANGIALARDI
Scadeva venerdì a mezzanotte la cassa integrazione straordinaria per i 146 dipendenti del Carrefour di via Accolti Gil al quartiere San Paolo. E loro ieri mattina si sono presentati puntualmente sul posto di lavoro. L’amara sorpresa è stata però quella di trovare ancora i cancelli serrati e le saracinesche abbassate: dei responsabili aziendali del colosso francese neanche l'ombra. Il sindaco Emiliano ha promesso il suo interessamento

02 Agosto 2009

di NICOLA MANGIALARDI 

BARI - Scadeva venerdì a mezzanotte la cassa integrazione straordinaria per i 146 dipendenti del Carrefour di via Accolti Gil al quartiere San Paolo. E loro ieri mattina si sono presentati puntualmente sul posto di lavoro. L’amara sorpresa è stata però quella di trovare ancora i cancelli serrati e le saracinesche abbassate: dei responsabili aziendali del colosso francese neanche l'ombra. Scoppia la protesta dei lavoratori che non intravedono nulla di buono per il futuro e si inscena un sit-in spontaneo davanti a quello che, per quasi dieci anni, è stato il loro luogo di lavoro. 

La disperazione e la tensione sono molte alte. I dipendenti si sentono abbandonati da tutti, sindacati in testa. Qualcuno riesce a contattare telefonicamente il sindaco Michele Emiliano. Il primo cittadino promette di attivarsi per un confronto immediato con le parti sociali e nella stessa mattinata di ieri fa partire le lettere di convocazione. «I sindacati non hanno ancora risposto ai quesiti posti sulla questione dal sindaco Emiliano», spiega Francesco Bellomo, un lavoratore che mantiene i contatti con il sindaco. Aggiunge: «Adesso non ci resta che adire le vie legali, visto che nessuno prende a cuore o riesce a dipanare questa intricata matassa che passa sulla pelle di oltre duecento famiglie tra lavoratori dipendenti e indotto». 

«L’azienda - continua Bellomo - ci sta trattando come prodotti commerciali da lasciare sugli scaffali le cui sorti sembrano non interessare a nessuno. Ma noi continueremo la nostra protesta in maniera civile e dignitosa. Non siamo interessati a sussidi e ammortizzatori sociali per diventare dei parassiti che campano alle spalle dello Stato. Vogliamo guadagnarci lo stipendio con il sudore della fronte e il lavoro delle nostre braccia e delle nostre menti». La disperazione potrebbe portare qualcuno a valutare la possibilità di compiere gesti disperati: si parla di occupazioni di enti locali o sedi dei sindacati. Una disperazione dettata dal fatto che nessuna comunicazione è stata fatta pervenire da parte dell'azienda. 

Intanto, dal ministero del Welfare fanno sapere che domani si terrà un primo incontro tra le parti: obiettivo è cercare di trovare una soluzione al problema occupazionale di questi 146 dipendenti che da ieri non godono più neanche dei benefici economici della cassa integrazione. Qualcuno ipotizza che dietro questo comportamento ambiguo e totalmente assente della Carrefour potrebbe nascondersi un accordo che il colosso francese potrebbe stringere con Auchan per cercare di impedire alla Coop-Estense di espandersi a macchia d’olio sul territorio ai danni dell’altro gruppo francese. Accordo che potrebbe essere sottaciuto almeno fino a quando non si concluderanno le operazioni della Coop di acquisizione dei quattro centri Carrefour di Bari-viale Paestur, di Brindisi, Lecce e Matera.
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