Il convegno

Da Bari arriva l'ok alla bozza del Codice per la tutela della salute dei minori

Nel capoluogo pugliese si sono riuniti 15 garanti per elaborare il testo

Bari, ok a bozza del Codice per la tutela della salute dei minori

BARI - Dopo due giorni di lavori svolti a Bari, nella sede del consiglio regionale, 15 garanti delle Regioni italiane hanno elaborato un codice etico per garantire il diritto dei minori alla salute e ai servizi sanitari. Il codice si compone di 22 articoli, il lavoro è stato supportato anche dall’Unicef e non tutela solamente i bambini in stato di ricovero ospedaliero ma comprende anche i minori in assistenza domiciliare, i minori con disabilità, i minori in stato di detenzione e i minori con mamma in stato di detenzione.

Tra le maggiori tutele previste, ad esempio il diritto del minore a poter proseguire l’attività di studio durante il ricovero ospedaliero o le cure domiciliari con supporto di uno o più insegnanti; il diritto ad essere informato sugli atti terapeutici a cui verrà sottoposto; il diritto a conoscere gli effetti del farmaco in rapporto alla sua patologia; il diritto al gioco e alla ricreazione con la progettazione nei centri ospedalieri di biblioteche e aree ludiche; il diritto alla privacy; il diritto al consenso informato. Il codice è suddiviso in cinque parti: «Definizioni», «Principi generali"; «Minori e assistenza sanitaria"; «Minori e luoghi di assistenza e cura"; "Garanzie di tutela». Ad ottobre si svolgerà una seconda riunione nazionale dei garanti dei minori per l’approvazione del testo definitivo.

«Il nostro obiettivo - ha commentato il garante dei minori della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio - è stimolare le istituzioni. Questo codice diventerà patrimonio di ogni Regione. L’idea del codice etico è nata in Puglia e sono contento che sia stata condivisa da tutti gli altri colleghi. La presenza di tutti i garanti è una dimostrazione istituzionale importante perché il garante è il sindacalista dei minori nelle istituzioni. Il codice si rivolge alle famiglie e agli operatori sanitari, sono gli adulti che devono essere educati ad avere un rapporto migliore con la vita del mondo minorile. La famiglia resterà ovviamente il punto di raccordo fondamentale. Il codice stimolerà le istituzioni anche nel creare strutture ospedaliere idonee al vissuto dei minori, che garantiscano supporto psicologico e pedagogico».

Aumentano in Italia i bambini e adolescenti da 0 a 14 anni con almeno una malattia cronica: nel 2017 erano il 7,6% del totale, nel 2018 si è passati all’8,7%. I minori da 0 a 14 con almeno due malattie croniche, invece, sono passati dall’1,1% all’1,9%. E’ quanto emerge dai dati utilizzati dai 15 garanti dei minori riuniti a Bari per elaborare un codice etico per garantire il diritto dei minori alla salute e ai servizi sanitari. In Italia ci sono dai 10 ai 12mila malati terminali da 0 a 19 anni, mentre i bimbi che presentano una condizione di disabilità complessa sono tra gli 850mila e un milione. I bambini nati in Italia da madri minorenni nel 2017 sono stati 1.390, in calo rispetto al 2016 quando erano stati 1.539. Le baby mamme sono soprattutto italiane (1.100) e solamente il 60% ha qualcuno accanto a sé in sala parto. La Sicilia è la regione in cui ci sono più nati da madri minorenni (328), seguono Campania (247), Lombardia (145), Lazio (85) e Calabria (73).

Sono 12.973 i minorenni che, in Italia, al 15 dicembre del 2019 risultano essere in carico all’Ussm (Ufficio di servizio sociale per minorenni della Giustizia minorile) per il loro recupero dopo aver commesso un reato o perché segnalati dai servizi sociali e territoriali. E' quanto emerge dai dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria utilizzati dai 15 garanti dei minori riuniti a Bari per elaborare un codice etico per garantire il diritto dei minori alla salute e ai servizi sanitari. Dei quasi 13mila minori, 2.553 sono «in messa alla prova», 441 si trovano in regime di misura alternativa alla custodia cautelare, 421 si trovano in comunità, 352 negli istituti penali per i minorenni, mentre 4.525 sono seguiti per indagini sociali e progetti trattamentali. Dei 12.973 minori, infine, 11.662 sono maschi e 1.311 femmine. In otto regioni (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto) sono detenute in carcere 44 donne madri con 48 figli al seguito.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it