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In Puglia e Basilicata

Sotto sequestro le spiagge della «Bari bene» Polemica a Rosa Marina

Sotto sequestro le spiagge della «Bari bene» Polemica a Rosa Marina
di ANTONIO NEGRI
Sigilli al «Rodos» e al «Capanno»: non hanno ottenuto l’autorizzazione. Autorizzazione che negli anni passati veniva automaticamente rinnovata dalla Regione. Ma il rinnovo della concessione non è più di competenza regionale: ora a rilasciarlo è il Comune di Ostuni. Che tace da mesi. E dietro l’intera vicenda c’è chi legge il contenzioso legale in atto tra Comune e Consorzio per le nuove lottizzazioni
• Ostuni, la replica del sindaco: «Noi applichiamo la legge il Consorzio farnetica»

31 Luglio 2009

di ANTONIO NEGRO 

OSTUNI - Non accenna ad attenuarsi la bufera sollevata dal blitz con cui la Guardia di Finanza - come riportato nei giorni scorsi da La Gazzetta - ha sequestrato ombrelloni e sdraio delle spiagge «Rodos» e «Capanno » di Rosa Marina», per assenza del rinnovo delle concessioni. Un rinnovo che per decenni è stato sempre accordato, dalla Regione, in maniera quasi automatica, una volta tanto a dispetto della burocrazia farraginosa che pervade ormai ogni ufficio pubblico. Poi però la legge è cambiata e la competenza per il rilascio di tali concessioni dal 2008 non è più della Regione. Ma malgrado le richieste di rinnovo avanzate dai gestori degli stabilimenti al Comune di Ostuni, non sarebbero giunte risposte. 
I titolari degli stabilimenti ed il Consorzio di gestione di Rosa Marina, quindi, dinanzi ai ritardi del Comune, hanno prodotto una diffida e successivamente hanno anche interessato la Regione. La Regione, a sua volta è intervenuta, provvedendo a sollecitare il Comune. Nel frattempo è arrivata l’estate e, non giungendo alcun segnale dall’amministrazione di Ostuni, i titolari degli stabilimenti hanno comunque proceduto a disporre ombrelloni e sdraio sugli arenili. Fino al blitz della Finanza dell’altro giorno. Inferociti, i titolari degli impianti si sfogano e se la prendono con l’inspiegabile comportamento del Comune di Ostuni. Ma c’è un «piccolo» precedente: tra Comune e Consorzio sono in piedi diversi contenziosi giudiziari in relazione a nuove lottizzazioni all’interno del villaggio, da realizzare su alcune aree destinate a verde. Un tentativo di ampliamento cui il Consorzio si è sempre opposto, dando vita ad una vertenza che si trascina da anni e che già alcuni mesi fa registrò una sentenza dei giudici amministrativi a favore del Consorzio di gestione almeno per una parte di quei lotti. Per un’altra porzione di terreni, invece, il contenzioso è tutt’ora in atto.

La vicenda delle concessioni agli stabilimenti, però, almeno sulla carta, nulla dovrebbe avere a che fare con le vicende legate alle lottizzazioni, anche se indubbiamente colpisce la coincidenza per cui proprio il 27 luglio (cioè solo due giorni prima del blitz con cui la Finanza ha sequestrato ombrelloni e sdraio) il Tar si sia nuovamente pronunciato, ancora una volta a favore del Consorzio di Rosa Marina e quindi contro la possibilità di realizzare nuovi alloggi nel villaggio. 
«La questione delle concessioni sulle spiagge non è di oggi - spiega il presidente del consorzio, Luigi Montaruli - perché la concessione per il «Rodos» e il «Capanno» è scaduta, dopo 6 anni, nell’a gosto 2008. Subito dopo la scadenza facemmo la richiesta di rinnovo ed a settembre pagammo pure gli oneri di concessione relativi al rinnovo». 
D’altro canto, solitamente, la prassi relativa a questi iter burocratici è standard, nel senso che se un gestore per anni è stato ritenuto idoneo a condurre uno stabilimento, la concessione gli viene rinnovata piuttosto agevolmente, tranne nella eventualità in cui siano intervenute modifiche di legge circa i requisiti del sito o delle dotazioni. Oppure, altro ostacolo al rinnovo di una concessione, può scaturire dal fatto che nel frattempo il gestore possa aver assunto dei comportamenti fuori legge, durante la conduzione dello stesso impianto. Non essendo però accaduto nulla di tutto questo, l’aspettativa dei gestori degli stabilimenti era quella di ottenere un rinnovo nei tempi abituali, come già accaduto a più riprese in passato. 

«Ma il Comune di Ostuni ha tergiversato - spiega Montaruli - senza rispondere alle nostre richieste per circa otto mesi: ad aprile, quindi, abbiamo scritto al Comune chiedendo la ragione dei ritardi. Ci è stato risposto che per ottenere quel rinnovo occorreva una ampia ed articolata documentazione, tra cui il parere del Genio civile-Opere marittime, il parere dell’Autorità di bacino e addirittura il parere dell’Intendenza di finanza, che per quanto mi risulta non esiste neanche più». Una richiesta che ha stupito non poco il Consorzio visto che in passato, per anni, il rinnovo era stato sempre accordato pur in assenza di tali pareri. 

«A quel punto - racconta il presidente del Consorzio di gestione di Rosa Marina - abbiamo chiesto alla Regione di intervenire e di fare chiarezza sulla situazione. E la stessa Regione ha scritto al Comune, facendo presente che quei pareri richiesti non erano affatto necessari per poter procedere al rinnovo della concessione, finalizzata semplicemente a disporre degli ombrelloni e delle sdraio sull’arenile. Del resto - conclude Luigi Montaruli - chi conosce il Rodos ed il Capanno sa bene che noi non abbiamo mai realizzato alcuna opera marittima, né tanto meno alterato lo stato naturale dei luoghi: abbiamo sempre e soltanto attrezzato l’arenile con sdraio e ombrelloni puntualmente rimossi a fine stagione».

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