Giovedì 11 Agosto 2022 | 07:31

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Il 3 un aereo senza pilota atterrerà in Sardegna, teleguidato da Foggia

Il 3 un aereo senza pilota atterrerà in Sardegna, teleguidato da Foggia
Lunedì prossimo un Predator dell’Aeronautica Militare atterrerà sulla base di Decimomannu, in Sardegna, guidato tramite collegamento satellitare dalla base madre del 32° Stormo di Amendola (Foggia). L’operazione, denominata "Shardan 2009", che si concluderà venerdì 7 agosto, consentirà di testare per la prima volta la capacità di condurre missioni controllando il velivolo da distanze remote

30 Luglio 2009

ROMA – Nuove possibilità operative per l'aereo senza pilota Predator. Al più presto il velivolo utilizzato in Afghanistan sarà controllato dall’Italia anche nell’ottica, informa l’Aeronautica Militare, «di rispondere tempestivamente alle disposizioni del ministro La Russa tese ad incrementare la copertura dei Predator alle nostre truppe». Nelle operazioni svolte in Iraq ed in Afghanistan il Predator ha fatto oltre 5.000 ore di volo. Lunedì prossimo un Predator dell’Aeronautica Militare atterrerà sulla base di Decimomannu, in Sardegna, guidato tramite collegamento satellitare dalla base madre del 32° Stormo di Amendola (Foggia). 

L’operazione, denominata "Shardan 2009", che si concluderà venerdì 7 agosto, consentirà di testare per la prima volta la capacità di condurre missioni controllando il velivolo da distanze remote. L'occasione servirà anche come valido test per tutto il sistema del controllo e gestione dello spazio aereo nazionale, militare e civile, chiamato a condividere la nuova realtà rappresentata dai velivoli a pilotaggio remoto. Il Predator A, nella nuova versione aggiornata, arriverà in tarda mattinata, dopo un volo di circa 8 ore, a Decimomannu, utilizzando un apposito corridoio aereo per dirigersi sulla Sardegna. Una volta giunto nei pressi dell’aeroporto sardo, il controllo del velivolo verrà passato ad una stazione di terra che si occuperà unicamente della fase di atterraggio. 

Fino ad oggi, in Italia, come accaduto recentemente al G8 a L'Aquila, il velivolo ha operato solo dall’aeroporto militare di Amendola, dove ha sede il 28/o Gruppo, unico reparto dell’Aeronautica Militare ad essere equipaggiato con velivoli a pilotaggio remoto (Uav – Unmanned Aircraft Vehicle). Stessa situazione in Afghanistan: il Predator è attualmente impiegato con compiti operativi di sorveglianza e ricognizione, decollando ed atterrando dalla base aerea di Herat, sede della Joint Air Task Force di Isaf. Con l’atterraggio a Decimomannu l’Italia diviene l’unica nazione in ambito europeo a sviluppare la capacità di operare «da remoto» con velivoli come il Predator. Questa capacità, fa sapere l’Aeronautica, «sarà utilizzata al più presto per controllare dall’Italia il velivolo in Afghanistan». Inoltre, potrà servire nel futuro per rispondere con maggiore tempestività e flessibilità ad esigenze operative di sorveglianza e ricognizione anche in campo nazionale (grandi eventi, controllo dell’immigrazione, controllo ambientale).
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