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In Puglia e Basilicata

Alla Bridgestone Bari  «c'è rischio amianto»

Alla Bridgestone Bari  «c'è rischio amianto»
Depositata una denuncia-querela alla procura della Repubblica di Bari, al presidente del Tribunale di Bari, alla procura regionale della Corte dei Conti e alla Guardia di finanza da due persone che sino al 2004-2005 sono state dipendenti della Bridgestone Italia spa, ex Firestone Brema di Modugno. «Per l'Inail non c'era pericolo, ma non è vero»

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28 Luglio 2009

BARI – Per l’Inail non ci sarebbe stato alcun 'rischio amianto', ma più di 100 sentenze della sezione Lavoro del Tribunale di Bari avrebbero attestato il contrario. Si basa su questa presunta incongruenza la denuncia-querela depositata alla procura della Repubblica di Bari, al presidente del Tribunale di Bari, alla procura regionale della Corte dei Conti e alla Guardia di finanza da due persone che sino al 2004-2005 sono state dipendenti della Bridgestone Italia spa, ex Firestone Brema di Modugno. Uno dei due lavoratori, in particolare, è stato dal 1980 al 2003 rappresentante della sicurezza dei lavoratori in azienda. I fatti denunciati riguardano il periodo 1992-2008. 

L'esposto verte su presunte omissioni nel rispetto 'delle norme poste a tutela del diritto alla salute nel luogo di lavorò e su una presunta 'evasione del pagamento del sovrapremio silicosi-asbestosi a titolo di asbestosì. Al centro dell’esposto c'è il riconoscimento a fini previdenziali, in favore dei lavoratori esposti all’amianto, dei benefici previsti ex lege 257/92 (norma che mette al bando l'amianto). Numerose consulenze tecniche d’ufficio e sentenze della sezione Lavoro del tribunale di Bari si sono espresse in favore dei lavoratori. 

L’Inail invece, sostengono i due denuncianti, dopo le relazioni dei suoi organi tecnici (Contarp) ha sempre negato il 'superamento della soglia minima' prevista per legge per ottenere i benefici. Almeno fino al gennaio 2008, quando ha riconosciuto il beneficio ad un lavoratore che prestava la propria attività nello stabilimento per conto di una ditta esterna e che è morto nel 2001 per asbestosi pleurica bilaterale. 

Nella denuncia i due lavoratori citano anche il recente provvedimento del tribunale di Bari che, in sede di reclamo, ha respinto il ricorso con il quale la Bridgestone chiedeva che venisse inibito all’Associazione dei familiari delle vittime e degli esposti all’amianto della Bridgestone Italia spa ex Firestone Brema di Modugno, intitolata a Benedetto Piscazzi (il lavoratore morto nel 2001), l’utilizzo di un nome considerato lesivo della reputazione della multinazionale. Per il collegio, ricordano i denuncianti, emerge «un fumus di veridicità (e correttezza) (...) stante la pluralità di sentenze di primo grado della sezione Lavoro del tribunale di Bari prodotte (quasi tutte non impugnate, affermano i lavoratori, e dunque definitive, ndr) nelle quali risulta riconosciuto in favore del lavoratore il diritto al beneficio previdenziale nei confronti dell’Inps previsto dalla legge numero 257/92 per il rischio da esposizione ad amianto».

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