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In Puglia e Basilicata

Trovata in campagna l'auto dell'operaio scomparso a Mattinata

Trovata in campagna l'auto dell'operaio scomparso a Mattinata
Ritrovata dai carabinieri la «Volkswagen Lupo» di Francesco Simone, l'operaio venticinquenne di Mattinata scomparso dal 23 luglio scorso. I militi scavano nel suo passato. Non emergono problemi con la giustizia ma dà da pensare la coincidenza che Francesco Simone fosse amico di Gianluigi Quitadamo, il macellaio mattinatese di trent’anni ucciso il pomeriggio del 6 gennaio scorso nel suo fondo alla periferia del paese: stava dando da mangiare ai cani quando un killer sceso da un’auto guidata da un complice lo uccise a colpi di lupara

28 Luglio 2009

MATTINATA - Ritrovata dai carabinieri l’auto di Francesco Simone, l’operaio venticinquenne di Mattinata scomparso dalla mattina del 23 luglio scorso quando uscì di casa con la sua «Volkswagen Lupo», ora rinvenuta dai militari. L’utilitaria è stata rinvenuta l’altro pomeriggio in una zona piuttosto impervia in contrada «Mattinatella», la località situata a qualche chilometro dal paese. 

La «Lupo» di Simone era parcheggiata regolarmente, con gli sportelli chiusi: all’interno tutto era in regola e non sono state trovate tracce di sangue; non c’è nulla che faccia pensare ad un abbandono improvviso e forzato della vettura da parte del proprietario. Non è escluso che l’auto sia passata ai «raggi x» dagli esperti di scientifica in cerca di eventuali tracce utili. La macchina è stata rinvenuta da una pattuglia dell’Arma nell’ambito di controlli disposti dai carabinieri (alle battute hanno partecipato i militari della caserma mattinatese e i colleghi della compagnia di Manfredonia) dopo la denuncia di scomparsa presentata in caserma sabato 26 luglio dalla convivente e dai genitori di Simone, che da 48 ore non avevano più notizie del loro caro. 

La zona dov ’è stata rinvenuta l’utilitaria del giovane garganico non pare fosse tra quelle da lui frequentate. Aveva appuntamento con qualcuno? Oppure sono state altre persone a portare lì l’auto dello scomparso? Altre domande alle quali gli investigatori cercano di dare una risposta. Sono passati cinque giorni dalla scomparsa di Simone, il suo telefonino (non era nell’auto) continua ad essere «muto»: lo era sin dalle ore immediatamente successive all’allontanamento quando i familiari avevano provato a contattarlo non vedendolo rincasare. 

All’apprensione dei familiari del giovane si aggiungono i timori degli investigatori che non possono non valutare l’ipotesi di una lupara bianca, di fronte alla prolungata assenza di una persona che mai prima d’ora si era allontanato da casa senza informare i pare nti. Il passato di Francesco Simone è «pulito». Le indagini per cercare un perché alla sparizione seguono una doppia pista: rintracciare e sentire le persone con cui Simone è stato in contatto il giorno della scomparsa e in quelli immediatamente precedenti (qualcuno è stato già interrogato, altri lo saranno a breve); scandagliare nel suo passato, nelle sue amicizie ed eventuali inimicizie per cercare un possibile movente alla sua scomparsa. 

Francesco Simone era amico di Gianluigi Quitadamo, il macellaio mattinatese di trent’anni ucciso il pomeriggio del 6 gennaio scorso nel suo fondo alla periferia del paese: stava dando da mangiare ai cani quando un killer sceso da un’auto guidata da un complice lo uccise a colpi di lupara. La conoscenza tra lo scomparso e il morto ammazzato - che certo non può sorprendere in un paese di 6mila abitanti - al momento è un dato cronachistico, in attesa di verificare se possa essere anche uno spunto d’indagine.
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