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In Puglia e Basilicata

La meglio gioventù fa volontariato nelle bidonville albanesi

La meglio gioventù fa volontariato nelle bidonville albanesi
di LIVIO COSTARELLA 
Quindici volontari baresi, tra i 17 e i 23 anni, domani partiranno per l'Albania. Sacrificheranno gran parte delle loro vacanze, pagando ciascuno a proprie spese il viaggio, per aiutare i più bisognosi. Li guiderà don Franco Lanzolla (parroco della Cattedrale di Bari): «La nostra missione di volontariato si concluderà nella bidonville situata alla periferia di Durazzo con bambini dagli 8 ai 12 anni». I ragazzi durante l'anno assistono i bimbi e aiutano i poveri della città

28 Luglio 2009

BARI - Quindici giovani baresi, tra i 17 e i 23 anni, guidati da don Franco Lanzolla (parroco della Cattedrale di Bari), partiranno domani mattina alla volta di Durazzo per una missione umanitaria in una bidonville situata nella periferia della città albanese. È ben nota la capacità di aggregazione e animazione liturgica che don Franco opera da tantissimi anni nella città vecchia e anche stavolta il progetto, figlio di un gemellaggio con la cattedrale di Durazzo, mira a costruire le basi di educazione alla legalità e inserimento in società dei bambini albanesi più poveri e biso gnosi. 

«Dopo 8 ore di viaggio in traghetto – spiega don Franco Lanzolla - arriveremo a Durazzo e ci fermeremo per dieci giorni. Alloggeremo in una struttura di volontariato ecclesiale messaci a disposizione dalla parrocchia della cattedrale di Durazzo». Il gruppo dei quindici baresi che partiranno con don Franco sono già il risultato di un’importante aggregazione: alcuni sono residenti nella città vecchia e altri allievi del liceo «Flacco». Svolgono innanzitutto opera di oratorio per i bambini delle zone più a rischio della città, togliendoli dalla strada e svolgendo corsi di educazione alla legalità, ma anche di insegnamenti cardine come il rispetto delle persone e dei monumenti. 

«Sono dotati di una sensibilità fuori dal comune - prosegue don Franco – perché hanno imparato ad assistere non solo i bambini, ma anche i barboni, occupandosi della mensa di chi non ha un tetto o una dimora. Si è creata prima di tutto una situazione di dialogo e interscambio tra di loro e, grazie a questo, è stato possibile costruire insieme un percorso educativo che ora sosterremo anche in una situazione sociale difficile come quella del la periferia di Durazzo». 

I giovani volontari sacrificheranno gran parte delle loro vacanze, pagando ciascuno a proprie spese il viaggio. «Oltre a questo – conclude don Franco – svolgeremo un intenso programma che ci impegnerà in due diverse fasi: nella prima faremo formazione educativa con dieci coetanei albanesi appartenenti alla parrocchia della cattedrale di Durazzo, nel villaggio di Spitall. Con loro, tra le altre cose, ci occuperemo di aggregazione, giochi, educazione alla manualità, all’uso dei colori e al teatro. Lo scopo è trasmettere le adeguate conoscenze per poi permettere loro di continuare il lavoro di educazione di base quando ce ne andremo. Poi la nostra missione di volontariato si concluderà nella bidonville situata alla periferia di Durazzo con bambini dagli 8 ai 12 anni: si tratta di figli degli albanesi provenienti dalla montagna e che spesso vivono in situazioni indigenti e di grande povertà. Il sacrificio dei miei ragazzi volontari è davvero enorme e di questo non posso che ringraziarli: metteranno a disposizione di chi è più sfortunato tutto il loro cuore e cervello».
LIVIO COSTARELLA
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