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In Puglia e Basilicata

Si insedia il Consiglio della Sesta Provincia

Si insedia il Consiglio della Sesta Provincia
di RINO DALOISO 
La richiesta di istituire una nuova provincia tra quelle di Bari e Foggia risale all'epoca dei Borboni, era il 1854. Il «sì» definitivo alla costituzione arrivò soltanto il 19 maggio 2004 alla Camera. La legge 148/2004 fu promulgata l'11 giugno 2004. Il 7 e l'8 giugno scorsi gli elettori di Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa, Minervino, Spinazzola, San Ferdinando, Trinitapoli e Margherita di Savoia hanno scelto Francesco Ventola (Popolo della libertà) primo presidente della nuova provincia. Lunedì scorso, 20 luglio, la presentazione della giunta. Oggi, lunedì 27 luglio, la prima seduta del consiglio

27 Luglio 2009

BARLETTA - Oggi, con l’insediamento del consiglio eletto il 6 e 7 giugno scorsi, termina davvero la lunga marcia per la costituzione della sesta provincia pugliese. Una marcia tanto lunga ed irta di ostacoli da sembrare a tratti impossibile da portare a termine. Non è inutile, allora, in questo giorno davvero storico, ricordare come, dopo ben 155 anni, si è finalmente giunti al traguardo. 

PRIMA RICHIESTA - La richiesta di istituire una nuova provincia tra quelle di Bari e Foggia risale nientemeno che all’epoca dei Borboni. Nel 1854, infatti, il sovrintendente Santoro inviò una relazione a Napoli, perorando la causa dell’«elevazione a provincia dell’ampio circondario di Barletta, caricatoio del Regno nonché regolo commerciale del Regno di Napoli». Il progetto fu accantonato, l’unità d’Italia rinviò tutto «a tempi migliori», che non arrivarono tanto presto. 

Correva il 1910, infatti, quando si ricominciò a parlare della provincia della Valle dell’Ofanto. Di lì a qualche anno scoppiò la prima guerra mondiale e non se ne fece più nulla. Finita la guerra, cominciato il ventennio fascista, il traguardo sembrò materializzarsi. Sembrò, per l’appunto. La legge 21 ottobre 1926 n. 1890, però, soppresse i cosiddetti circondari sottoprefettizi. Non tutti. Alcuni scamparono alle forbici legislative. E furono proprio quelli che nel «riordino istituzionale » successivo, come l’«araba fenice», tornarono in vita sotto forma di province. Barletta no. La legge del 2 gennaio 1927 abolì tutte le sottoprefetture e mise una pietra sopra quel progetto. Sul finire della seconda guerra mondiale, nel 1944, col governo provvisorio insediato a Salerno, fu avanzata «novella formale istanza per la costituzione della provincia dell’Ofanto». Stessa richiesta fu inoltrata all’on. Spataro, sottosegretario agli Interni il 27 febbraio 1947. Nello stesso anno, l’istanza fu consegnata direttamente al presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi. 

PROPOSTE AL VENTO - Con la guerra ormai alle spalle ed il boom economico alle porte, il 7 ottobre 1957 sessantacinque deputati presentarono la proposta di legge per l’istituzione della provincia di Barletta. Finì la legislatura, ne cominciò una nuova (la terza) ed il 12 dicembre 1958 furono quattro i deputati a depositare la proposta di legge. Arrivò pure la quinta legislatura e la proposta di legge quella volta (20 luglio 1970) a firma del deputato liberale Manlio Livio Cassandro. Puntuali, ad ogni legislatura, si materializzavano le proposte di legge. Altrettanto puntualmente, però, nel corso delle varie legislature, s’incagliavano nelle maglie della procedura parlamentare e della malferma «volontà politica» di completare l’iter. Così fu anche per la proposta del sen. Cesare Dante Cioce (nona legislatura), dei senatori Giuseppe Dipaola e Giovanni Franzae dei deputati Binetti, Farace, Cafarelli, Pisicchio e Diglio (decima legislatura). 

Nel 1990 entrò in vigore la legge 142 di riforma degli enti locali, che istituiva le province di Biella, Rimini, Lecco, Verbania, Lodi, Vibo Valentia, Prato, Crotone e lasciava ancora uno spiraglio per quelle il cui iter fosse stato completato entro pochi mesi dall’entrata in vigore della nuova normativa. L’iter per la istituzione della sesta provincia fu faticosamente completato con una drammatica seduta del consiglio regionale, a Bari, all’ultimo secondo dell’ultimo giorno utile, ma a fine dicembre 1991, quando il settimo governo Andreotti emanò gli schemi di decreto delle nuove province, la provincia di Barletta non c’era, perduta tra burocrazia ed indifferenza. 

GLI ULTIMI ANNI - Seguirono promesse e proteste (alcune «deragliate» sui binari della stazione ferroviaria di Barletta a fine dicembre 1993). Non mancarono poi attestazioni di «positivo perfezionamento delle prescritte procedure»: furono vergate il 10 febbraio 1994 dall’allora ministro dell’Interno, Nicola Mancinoe poi il 6 maggio 1994 da Antonio Maccanico, all’epoca sottosegretario alla presidenza del Cosiglio del governo Ciampi. 

Il 5 agosto del 1994 (governo Berlusconi, vice presidente Giuseppe Tatarella) lo schema di decreto approdò in consiglio dei ministri, ma fu subito congelato, in nome di «una complessiva relazione sulle altre città che aspirano a diventare provincia» che avrebbe dovuto svolgere l’allora (e anche oggi) ministro dell’interno, Roberto Maroni. Non passò il decreto istitutivo, ma passò il «contentino» della proroga dei termini che il governo si impegnò a chiedere al parlamento per esercitare la delega che nel frattempo non aveva esercitato, mentre gli scomparsi sen. Domenico Borraccino, dott. Carlo Ettore Borgia e don Luigi Filannino continuavano inutilmente a sollecitare «una parola chiara» a governi e a parlamentari. 

Cadde Berlusconi, arrivò Dini e la delega parlamentare rimase una possibilità teorica. Idem con il governo Prodi, insediatosi dopo il voto del 21 aprile 1996. 

INCREDIBILE ALTALENA -Tra un governo e l’altro, si consolidò uno strano e apparentemente paradossale fenomeno: quando la delega parlamentare al governo per istituire la provincia era in vigore, veniva opposta la insussistenza della necessaria copertura finanziaria. Quando quella (la copertura finanziaria) sembrava ormai raggiunta, scadeva beffardamente il termine della delega parlamentare al governo. Nel settembre 1999, alla Fiera del Levante, il presidente del consiglio Massimo D’Alema, incontrò i sindaci di Nord Barese e Sud Foggiano, decisi a dare nuovo e corale impulso all’istituzione della nuova provincia. Ma fu solo nel marzo del 2001 (proposta di legge del deputato Andrea Gissi) che la provincia di Barletta-Andria-Trani, insieme a quelle di Monza e Fermo, ottenne il primo «via libera» da parte della commissione affari costituzionali della Camera. 

Poi il progetto fu ripresentato dai deputati Nicola Rossi e Giannicola Sinisi (e a Palazzo Madama dal sen. Biagio Tatò), discusso in aula a Montecitorio il 4 marzo 2002 e il 29 ottobre 2003 finalmente licenziato con il tanto sospirato «sì». Il «sì» definitivo arrivò poi il 19 maggio 2004 alla Camera. La legge 148/2004 fu promulgata l’11 giugno 2004, insieme alle leggi istitutive delle «consorelle» Monza in Lombardia e Fermo nelle Marche. La «costituzione» delle tre province, però, venne differita al primo turno utile per il rinnovo delle «province madri». E così il 7 e l’8 giugno 2009 gli elettori di Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa, Minervino, Spinazzola, San Ferdinando, Trinitapoli e Margherita di Savoia hanno scelto Francesco Ventola (Popolo della libertà) primo presidente della nuova provincia. Lunedì scorso, 20 luglio, la presentazione della giunta. Oggi, lunedì 27 luglio, la prima seduta del consiglio.
di RINO DALOISO
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