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Lecce, procura scava nei conti del Comune

Lecce, procura scava nei conti del Comune
La Procura ha aperto un fascicolo sui conti di Palazzo Carafa. L’indagine è nata da una costola dell’inchiesta sui palazzi di via Brenta. La Finanza aveva segnalato presunte anomalie sui crediti vantati dal comune nei confronti del Ministero della Giustizia. Al vaglio anche un credito con la Sgm e il canone di affitto del Principe Umberto.

26 Luglio 2009

In Procura c’è già un fascicolo sui conti di palazzo Carafa. C’è già un’inchiesta e c’è pure un indagato. L’ipotesi, al momento, è quella di falso in atto pubblico. E’ stata avviata per fare chiarezza su alcune voci iscritte nel bilancio consuntivo relativo al 2006 - 2007. Una riguarda i crediti vantati nei confronti del Ministero di Giustizia per le spese relative al palazzo di via Brenta. La cifra iscritta nel bilancio non sarebbe quella pattuita con il Ministero. Dal palazzo di via Arenula, infatti, avevano fatto sapere al Comune che sarebbe stata garantita la somma pari al contratto di locazione normale (circa 6 milioni di euro) e non l’intera rata del contratto di leasing (circa 11 milioni di euro). Il dirigente comunale risulta indagato per falso in atto pubblico per non aver riattualizzato i crediti.

Occorre, però, fare un passo indietro e ricostruire i passaggi principali dell’inchiesta sul palazzo di via Brenta, per meglio delineare i contorni della nuova indagine. Il fascicolo sui conti, infatti, è stata aperto sulla scorta di un’informativa trasmessa in Procura dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Le presunte anomalie - come si diceva - sono state rilevate nel corso dell’indagine sul palazzo di via Brenta che ospita gli uffici del giudice di pace e le sezioni Lavoro e Civile della Corte d’Appello. L’inchiesta, che va avanti già da un paio d’anni, riguarda il contratto di locazione. 

Dall’originario affitto si è passati ad una forma di leasing. Nel 2005, infatti, la Socoge (la società dei costruttori Guagnano che ha realizzato l’immobile) ha venduto il palazzo alla Selma Bipiemme, società di leasing e servizi finanziari, dal passato travagliato, venduta dalla Banca popolare di Milano alla Compass, società specializzata in credito al consumo che è controllata da Mediobanca. La stessa Socoge, poi, ne ha riacquistato l’utilizzo. 

E nel gennaio del 2006 il comune di Lecce è subentrato alla Socoge nel contratto di leasing. Ma nel passaggio è stata introdotta una novità intorno alla quale si sofferma l’interesse dalla Procura. Il sospetto è che il contratto di leasing sia stato stralvolto e che quello sottoscritto sia un vero e proprio atto di compravendita perchè prevede il riscatto ventennale. 

La determina dirigenziale numero 75 del dicembre del 2005, con cui era stata ratificata l’operazione, è stata sequestrata dalla Finanza perché si ipotizza una truffa. Con il cambiamento di contratto il ministero della Giustizia ha fatto sapere prima di non poter rimborsare le spese della locazione finanziaria, salvo poi prevedere la possibilità di rimborsare la somma pari al canone di affitto. Nel bilancio - ed è qui che prende le mosse la nuova inchiesta - fra i crediti vantati nei confronti del Ministero compare l’intera rata del leasing. 

Nell’informativa redatta dalla Guardia di Finanza si sollevano dubbi anche su altre voci del bilancio. Una riguarda anche la Sgm, la società che gestisce la mobilità cittadina. Nella relazione delle Fiamme gialle si fa riferimento ad un credito vantato dal comune nei confronti della Sgm. Nel bilancio della società mista, però, non è stato trovato alcun riscontro del debito nei confronti di Palazzo Carafa. Altre due anomalie segnalate dalla Guardia di Finanza sono legate al Principe Umberto (la struttura, che fino a qualche anno fa ospitava il rettorato, e che era stata data in comodato d’uso gratuito all’Università) e all’appalto per la riscossione dei tributi.

L’informativa della Guardia di Finanza è giunta sul tavolo del sostituto procuratore Giovanni Gagliotta. Il magistrato ha delegato le indagini agli ufficiali della sezione di pg della Polizia di Stato che hanno già provveduto ad acquisire documentazione negli uffici comunali.
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