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L'assassino dell'estetista era nascosto in bagno

L'assassino dell'estetista era nascosto in bagno
BARI - L’assassino era entrato nella casa di Anna Costanzo ben prima del ritorno di lei e aveva organizzato tutto. In modo da ucciderla senza che la donna avesse il tempo di accorgersi della sua presenza. Senza che lei potesse urlare, altrimenti avrebbe attirato il vicinato, alle 3 di notte. In particolare, l’omicida quasi certamente aveva già riempito la vasca del bagno. E l’ha aspettata, con paziente determinazione. Qui, nella toilette, ha afferrato la «preda» alla gola e l’ha fatta annegare nella vasca.

26 Luglio 2009

BARI - L’assassino era entrato nella casa di Anna Costanzo ben prima del ritorno di lei e aveva organizzato tutto. In modo da ucciderla senza che la donna avesse il tempo di accorgersi della sua presenza. Senza che lei potesse urlare, altrimenti avrebbe attirato il vicinato, alle 3 di notte. In particolare, l’omicida quasi certamente aveva già riempito la vasca del bagno. E l’ha aspettata, con paziente determinazione. Qui, nella toilette, ha afferrato la «preda» alla gola e l’ha fatta annegare nella vasca.

Questa ricostruzione emerge da una lettura più armonica dell’autopsia. Beninteso, l’esame necroscopico non è ancora completo: sono in corso altri test, fra i quali quelli istologici, che oggettivamente richiedono ancora alcune settimane.

Nel frattempo, un altro passaggio decisivo delle «indagini in camice bianco» sarà compiuto nei prossimi giorni, comunque in settimana. I medici legali esamineranno l’osso ioide della vittima. Lo ioide è un osso a forma di ferro di cavallo, del diametro di circa 4 centimetri, che si trova nel collo, all’altezza della laringe. La sua funzione è canalizzare l’aria nella trachea: quindi la frattura dello ioide può causare gravi difficoltà respiratorie. Bene, nei prossimi giorni i medici legali eseguiranno una radiografia altamente tecnologica sull’osso ioide (prelevato durante l’autopsia) per verificare se presenti lesioni, e di quale gravità. Il responso di questo test potrebbe confermare la ricostruzione secondo la quale la Costanzo avrebbe subìto una «morsa» al collo, dalle spalle. L’assassino, insomma, secondo questa ipotesi, avrebbe messo in atto una presa da arti marziali.

L’ipotesi dell’annegamento forzato nella vasca riempita apposta, poi, trova una prima conferma nelle circostanze che i polmoni della vittima erano pieni d’acqua e che i suoi capelli e il giubbino erano ancora bagnati, quando il corpo è stato ritrovato, la mattina di sabato 11 luglio. Quindi strozzata e annegata. Nella vasca, non in altri «elementi» della toilette (lavandino o bidet) capaci di contenere una quantità di acqua molto inferiore.

Così il delitto. Proviamo a mettere insieme gli ipotetici fotogrammi, alla luce delle indagini più recenti. Innanzitutto l’assassino è una persona che ha le chiavi di casa. Forse ha saputo che Anna Costanzo quella sera doveva uscire (dato accertato)? E come lo ha appreso? Comunque il killer entra nell’appartamentino al quinto piano di via Casavola 3, al quartiere San Girolamo, e senza fare troppi rumori organizza tutto. Non molto, in realtà. Apre il rubinetto della vasca e lentamente la riempie di acqua. Prepara - forse - lo scotch da imballaggio azzurro, un cui pezzo è stato ritrovato nel bagno: secondo la Mobile, il nastro adesivo potrebbe essere stato utilizzato per tappare la bocca alla Costanzo, e lo testimonierebbe un’ecchimosi al labbro. Poi il killer si limita ad aspettare che la vittima predestinata rincasi. Si nasconde proprio nel bagno dove - pensa - certamente lei passerà prima di andare a dormire. Quando Anna Costanzo entra nel bagno, l’omicida si materializza alle spalle, le stringe la gola e le immerge la testa nella vasca da bagno. Tutto dura una manciata di secondi. 
c.strag.
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