Sabato 24 Settembre 2022 | 22:17

In Puglia e Basilicata

«Ridicoli i tagli del Miur Sud penalizzato perché laureati senza lavoro»

«Ridicoli i tagli del Miur Sud penalizzato perché laureati senza lavoro»
Quest'anno il Ministero dell'Istruzione pubblica ha distribuito il 7% dei fondi ordinari per l'Università in base a criteri di qualità: più fondi agli atenei migliori, meno a quelli che non hanno brillato. Una scelta condivisibile - afferma l'assessore regionale pugliese al Sud, Gianfranco Viesti - se non fosse che tra i parametri di qualità ce ne sta uno che non dipende dalla qualità delle Università del Mezzogiorno. Infatti il Miur s'è basato anche sulla percentuale di giovani che trova lavoro entro 3 anni dalla laurea. Come se trovare lavoro al Sud fosse facile come al Nord
• Il Ministero: i criteri miglioreranno l'anno prossimo

25 Luglio 2009

BARI - ''Collegare parte dei finanziamenti agli atenei a parametri di merito ed efficienza è assolutamente opportuno, ma dipende in maniera decisiva da come lo si fa”. Lo afferma l’assessore regionale pugliese al Sud, Gianfranco Viesti, commentando i dati del ministro all’Istruzione. 

“Se fosse vero, come sembra – aggiunge in una dichiarazione - che si è tenuto conto dei laureati che trovano lavoro dopo tre anni, senza considerare le diverse condizioni dei mercati del lavoro locali, si sarebbe in presenza di un criterio definibile in un solo modo: ridicolo. Vengono usati parametri stabiliti in quattro e quattr'otto senza la discussione, la preparazione, la condivisione che accompagna i processi di valutazione in tutti i Paesi seri. Si stabiliscono le regole del gioco e gli obiettivi da raggiungere non all’inizio del processo, per influenzare e migliorare i comportamenti, ma di imperio e all’improvviso”. 

“Di fronte ai dati drammatici che mostrano come l’Italia abbia un numero di laureati molto basso e che dovrebbe incrementarlo per diventare un Paese più civile e competitivo – rileva Viesti – l'azione del governo non potrà che produrre l’effetto di ridurre diritto allo studio e formazione universitaria per i giovani italiani. “Non sorprende, infine – dice Viesti – che tutto ciò penalizzi in modo particolare il Sud: cioè l’area del Paese che, incrementando quantità e qualità dei propri laureati, potrebbe dare un contributo fondamentale alla crescita e alla modernizzazione dell’intera Italia”. 

“Incontrerò a brevissimo - conclude – i rettori delle università pugliesi per mettere a punto un documento e una conseguente iniziativa comune all’intero sistema universitario”.
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