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In Puglia e Basilicata

I fiumi avvelenano il mare lucano

I fiumi avvelenano il mare lucano
di PINO PERCIANTE
Il pericolo per il mare della Basilicata arriva dai fiumi. «Gravemente inquinata» la foce del Basento, «inquinata» quella dell’Agri. Ma l’sos non si ferma solo alle acque. A rischio anche le coste. Secondo i dati del dossier «Spiagge blindate» di Legambiente, infatti, il 78 per cento del litorale lucano rischia di scomparire a causa del fenomeno dell’erosione

25 Luglio 2009

di PINO PERCIANTE 

Il pericolo per il mare della Basilicata arriva dai fiumi. «Gravemente inquinata» la foce del Basento, «inquinata» quella dell’Agri. Ma l’sos non si ferma solo alle acque. A rischio anche le coste. Secondo i dati del dossier «Spiagge blindate» di Legambiente, infatti, il 78 per cento del litorale lucano rischia di scomparire a causa del fenomeno dell’erosione. Sono i dati essenziali diffusi, nel corso di una conferenza stampa, da Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente che ieri mattina ha fatto tappa nel porto di Maratea. La situazione di inquinamento delle foci di Basento e Agri, è stato detto, «non stupisce considerando che la rete di depurazione regionale arriva a coprire soltanto il 74 per cento del territorio, lasciando la Basilicata al quar t’ultimo posto nella classifica delle regioni italiane per capacità di servizi di depurazione e fognatura». 

Le analisi di Goletta Verde, infatti, scattano un’istantanea della salute delle acque dal punto di vista batteriologico. Alla foce dei fiumi Basento e Agri è emersa una consistente presenza di coliformi fecali, streptococchi ed escherichia coli. Quest’ultimo batterio si trova solo nell’in - testino umano, un chiaro segno, quindi, della presenza di problemi di depurazione se non addirittura di scarichi illegali nei fiumi in questione. «Le analisi di Goletta Verde sono un campanello d’allarme per il nostro mare che sentiamo suonare da troppi anni – commenta Marco De Biasi, presidente di Legambiente Basilicata – e ci ricordano che non bisogna abbassare la guardia contro il deficit depurativo che rischia di compromettere la qualità delle nostre acque. Affinché si mantenga la qualità di mare e coste, bisogna tenere sotto controllo il carico di inquinanti sversati in mare dai nostri fiumi. Basento ed Agri innanzitutto, ma non solo». 

Qualche preoccupazione, infatti, è emersa anche per la foce del fiume Noce, anche se per ora l’indice di qualità batteriologico si mantiene sotto la soglia del rischio. Tuttavia c’è bisogno di monitorare costantemente la situazione per evitare spiacevoli sorprese anche per il Noce. Antonio Nicoletti, componente della segreteria nazionale di Legambiente, ha sollecitato l’istituzio - ne dell’Area marina protetta di Maratea «il cui iter istitutivo - ha spiegato – si è fermato dentro le stanze del Ministero dell’Ambiente. Oltre che uno strumento indispensabile per la tutela della biodiversità, il parco marino sarebbe anche un volano per la promozione di un turismo di qualità e di uno sviluppo sostenibile». Gli ambientalisti, infine, hanno definito una «classica speculazione immobiliare in grande stile» il porto-villaggio turistico di Marinagri a Policoro. Le criticità del mare e delle coste della Basilicata sono state presentate ieri mattina a bordo della Goletta Verde , alla presenza di Antonio Nicoletti, componente della segreteria nazionale di Legambiente; Marco De Biasi, presidente di Legambiente Basilicata; Vincenzo Santochirico, assessore regionale all’ambiente; Biagio Schettino, vicesindaco di Maratea; Gianluca Traversa, comandate della Capitaneria di Porto di Maratea.
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