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In Puglia e Basilicata

Foggia, c’era una volta la città delle fontane

Foggia, c’era una volta la città delle fontane
Antonio Fatibene una settimana fa si è visto chiudere anche l’ultima delle fontane pubbliche della città, quella in via Lucera. Prima le fontane funzionanti erano due, questa e quella in via Leone XIII, poi l’acqua ha smesso di scorrere. Antonio vive nella zona di Tavernola e settimanalmente viene a Foggia proprio per rifornirsi d’acqua. ma chiude anche l’ultimo zampillo in via Lucera

24 Luglio 2009

di Tommi Guerrieri

FOGGIA - Per Foggia - Sos fontane. “Aiuto, ci hanno rubato tutte le fontane di Foggia”. E’ questo l’accorato appello di Antonio Fatibene, che una settimana fa si è visto chiudere anche l’ultima delle fontane pubbliche della città, quella in via Lucera. Prima le fontane funzionanti erano due, questa e quella in via Leone XIII, poi l’acqua ha smesso di scorrere. Antonio vive nella zona di Tavernola e settimanalmente viene a Foggia proprio per rifornirsi d’acqua alle fontane della città. Cinquanta litri è la scorta per una settimana. E così con bottiglie e taniche lui, come altri che vivono in campagna, dove l’acqua dei pozzi non è sicura, si riforniscono d’acqua.

Qualche mese fa si sono lamentati con l’acquedotto pugliese perché la portata dell’acqua non era abbastanza consistente e per riempire bottiglie e damigiane andava via tantissimo tempo. “Più di un minuto per riempire un litro d’acqua. Una buona mezz'ora - racconta Antonio - anche perché si era rotto il beccuccio e così speravamo che lo avrebbero sistemato, invece dopo le nostre lamentele la fontana è stata proprio chiusa”. Numerose sono state le lettere e le segnalazioni all’acquedotto, che però ha dato una riposta precisa: “Ci hanno riferito che l’acquedotto è responsabile fino al contatore, poi dal contatore all’erogazione, la responsabilità è del Comune. Il sindaco non si è mai interessato di questa vicenda, per risolvere questa problematica, ci ha solo detto che avremo dovuto sentire l’architetto Nando Corvino, addetto ai lavori pubblici del Comune. Lui riceve in via Gramsci. Io ci sono andato 16 volte in un mese e non l’ho mai trovato. Allora ci ho proprio rinunciato”. Almeno era rimasta l’altra fontana. “Si, ma una settimana fa è stata chiusa all’improvviso anche quella”.

Antonio ora chiede a qualcuno dei suoi amici che hanno un appartamento in centro di ospitarlo per fargli fare il suo settimanale rifornimento d’acqua. “Ma che logica c'è in tutto questo?”, si chiede, aggiungendo che tre anni fa si è verificato lo stesso episodio. “All’improvviso le fontane sono state chiuse e solo dopo l’intervento della stampa, il Comune ha ridato l’erogazione dell’acqua. Per questo speriamo che anche ora si decidano a ridarci le nostre fontane funzionanti”. Il pensiero di Antonio, in ultimo, è anche per tutti gli extracomunitari che lavorano nei campi, quelli che amici a cui andare chiedere i favori non ne hanno, e che con questo caldo muoiono di sete e non riescono né a bere, nemmeno a lavarsi o rinfrescarsi un po' con qualche goccia d’acqua.
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