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In Puglia e Basilicata

Estetista fu soffocata dopo un tentativo di annegamento

Estetista fu soffocata dopo un tentativo di annegamento
BARI - Sarebbe stata prima immobilizzata e imbavagliata con del nastro adesivo, anche per non farla urlare nel cuore della notte. Poi l’assassino avrebbe tentato di soffocarla spingendole la testa nell’acqua raccolta nel lavandino o nella vasca da bagno. Non riuscendoci, l’avrebbe strangolata: forse l’ha afferrata alle spalle e le ha stretto il braccio intorno al collo, ad uncino, fino a quando Anna Costanzo ha smesso di respirare.

23 Luglio 2009

BARI - Sarebbe stata prima immobilizzata e imbavagliata con del nastro adesivo, anche per non farla urlare nel cuore della notte. Poi l’assassino avrebbe tentato di soffocarla spingendole la testa nell’acqua raccolta nel lavandino o nella vasca da bagno. Non riuscendoci, l’avrebbe strangolata: forse l’ha afferrata alle spalle e le ha stretto il braccio intorno al collo, ad uncino, fino a quando Anna Costanzo ha smesso di respirare. Sarebbe stata uccisa così la truccatrice degli artisti della Fondazione Petruzzelli di Bari. 

Il delitto risale alla notte tra il 10 e l’11 luglio scorso ed è avvenuto nella casa della vittima, nel rione san Girolamo del capoluogo. Proprio nel lavandino del bagno – si è appreso oggi – è stato trovato il nastro adesivo, largo come quello da imballaggio ma di colore azzurro. Il nastro era appallottolato ed umido all’interno. 

Nella casa sono stati trovati – ritiene la polizia – segni evidenti di depistaggio. A cominciare dal messaggio apparso la notte del delitto sulla bacheca di Costanzo su Facebook nel quale la donna (o l’assassino?) diceva di aspettare a casa tre persone. Il messaggio è stato postato per la prima volta da un amico della vittima alle 2.44 dell’11 luglio. Secondo il medico legale che ha eseguito l’autopsia, la donna è stata uccisa tra le 3 e le 4 di notte. Sul letto della vittima sono stati fatti trovare tre preservativi, uno dei quali scartato ma non usato. Il cadavere della donna era riverso sul bordo della vasca da bagno con il busto all’interno della vasca (che era vuota e non aveva il tappo) ed era nudo dalla vita in giù. Sul capo una ferita sanguinante, le labbra erano tumefatte ma non vi sarebbero segni evidenti di frattura al collo. 

Nel bagno e in camera da letto sono state trovate tracce di sangue, fatto questo che fa ipotizzare che vi sia stata una colluttazione tra la vittima e il suo assassino ma è anche probabile – sostengono fonti vicine alle indagini – che l’autore del delitto abbia pestato piccole gocce di sangue nel bagno portandolo nelle altre stanze. Ciò l’avrebbe potuto fare anche il fratello della vittima, il primo ad entrare nell’appartamento e a scoprire il cadavere. Il computer portatile della donna, inoltre, è stato portato via dall’abitazione. Per questo si ipotizza che il messaggio su Facebook sia stato apposto dall’assassino che potrebbe aver colpito la donna al capo o con il computer sottratto o con una statuetta trovata in casa. 

La vittima aveva 50 anni, due matrimoni alle spalle e da circa un mese aveva troncato la relazione con il fidanzato, Alessandro Angelillo, di 35 anni, titolare di un negozio di ferramenta. L’uomo è stato indagato per omicidio volontario perchè – si apprende – durante l’interrogatorio durato circa 24 ore davanti alla polizia sarebbe caduto più volte in contraddizione. 

Tuttavia, nonostante le presunte contraddizioni fosse diventato da testimone ad indagato, l’interrogatorio è proseguito in assenza del difensore: quindi, le dichiarazioni di Angelillo – ritiene il suo difensore, Mario Russo Frattasi – “sono certamente inutilizzabili”. Presunte contraddizioni a parte, a carico di Angelillo non vi è alcuna prova ma su di lui continuano a concentrarsi gli accertamenti. 

Intanto nel pomeriggio c'è stato un nuovo sopralluogo in casa Costanzo. Vi hanno partecipato la polizia, e, per la prima volta, l’avv.Russo Frattasi e il medico genetista Mattia Gentile, consulente della difesa. Sono state visionate le tracce di sangue dalle quali la polizia sta cercando di estrarre il Dna per risalire eventualmente all’assassino e sono stati esaminati i luoghi. Finora tutto lascia presagire che il giallo rimarrà irrisolto a lungo.

PRELEVATE TRACCE DURANTE IL SOPRALLUOGO
Nel sopralluogo compiuto per alcune ore dagli investigatori nell’appartamento in via Casavola, nel quartiere San Girolamo a Bari, in cui l’11 luglio scorso è stata trovata morta l’estetista Anna Costanzo, i tecnici della Polizia scientifica, secondo indiscrezioni, hanno eseguito prelievi di tracce che sembrerebbero ematiche nel bidè e su una parete del bagno. Successivamente sono stati eseguiti tamponi su alcune impronte digitali trovate nell’appartamento. All’accertamento tecnico-scientifico erano presenti, insieme col genetista di fiducia Mattia Gentile, gli avvocati Mario Russo Frattasi e Pierfrancesco Clemente, difensori di Alessandro Angelillo, l’ex fidanzato della vittima che è anche indagato per omicidio volontario, e l’avv.Giovanni Signorile, che assiste invece i famigliari di Anna Costanzo. Al termine del sopralluogo verrà redatto un verbale che comunque i difensori di Angelillo non firmeranno, pur non avendo avanzato osservazioni sulle procedure di accertamento seguite oggi nell’appartamento della donna uccisa.
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