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In Puglia e Basilicata

Torre Guaceto: turisti in rivolta, niente servizi

Torre Guaceto: turisti in rivolta, niente servizi
di VINCENZO DE LEONARDIS 
È polemica sulla gestione della spiaggia attrezzata da parte del Consorzio di Torre Guaceto nell’area di Punta Penna Grossa. Un intervento, quest’ultimo, a quanto pare realizzato con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. A denunciare la questione sono alcuni cittadini di Bari i quali, a loro dire, sono stati allontanati da personale del Consorzio
• Un turista: ho trovato una spiaggia discarica

23 Luglio 2009

di VINCENZO DE LEONARDIS 

È polemica sulla gestione della spiaggia attrezzata da parte del Consorzio di Torre Guaceto nell’area di Punta Penna Grossa. Un intervento, quest’ultimo, a quanto pare realizzato con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. A denunciare la questione sono alcuni cittadini di Bari i quali, a loro dire, sono stati allontanati da personale che indossava la maglietta del Consorzio nel mentre si posizionavano nella stessa area senza voler usufruire dei servizi ombrelloni e sdraio. 

«Da quello che abbiamo potuto appurare dalle carte, per venire incontro alle esigenze dei fruitori, espresse grazie ai questionari somministrati un paio di anni addietro e grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, il Consorzio di gestione ha attrezzato un’area subito a ridosso del molo di Punta Penna Grossa, per fornire servizi essenziali ai turisti durante la stagione estiva, quali punto ristoro, bagni, e un numero ben definito di ombrelloni. La spiaggia attrezzata di Punta Penna Grossa, in concessione per sei anni, non è diventata però uno stabilimento balneare privato inteso come impresa turistica a tutti gli effetti. Per questo ci chiediamo se queste persone possano cacciare la gente che si reca in spiaggia», spiegano i cittadini che sull'argomento, martedì 20 luglio, hanno investito anche Adiconsum, l’associazione di difesa dei consumatori e dell’ambiente. 

Altro punto dolente - sempre a dire dai denuncianti - è l’utilizzo improprio da parte del Consorzio dell’area riservata ai disabili. «Ci sembra alquanto strano che la sezione di arenile sia sfruttata impropriamente per posizionare altre sdraio a pagamento. Facendo così, chi gestisce l’a re a ostruisce il flusso dei disabili verso il mare». In questo caso, un disabile di Bari, dopo un accesso confronto con il personale presente al capanno di Punta Penna Grossa si è rivolto alla capitaneria di Porto competente per una dichiarazione verbale. In attesa di chiarire meglio responsabilità ed eventuali abusi, si pone comunque il problema del libero accesso a una spiaggia che in questo caso specifico si trova in un’area marina protetta. 

«Si spera che la Regione Puglia che disciplina, l’esercizio delle attività turistiche, balneari, commerciali, nonché l’uso del demanio marittimo, delle zone di mare territoriale e il Ministero dell’Ambiente, competente per le Riserve Marine, attuino un’azione di controllo più severa», concludono i cittadini. Certamente, il Consorzio vorrà fugare ogni dubbio in merito in modo da eliminare i possibili equivoci che possono essere generati nella vicenda.
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