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In Puglia e Basilicata

La famiglia Messeni Nemagna: restituite il Petruzzelli di Bari

La famiglia Messeni Nemagna: restituite il Petruzzelli di Bari
La famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro Petruzzelli, in una lettera inviata a ministero per i Beni culturali, Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari e Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari chiede che «con urgenza» si proceda alla consegna dei «locali teatrali» alla Fondazione e a loro «i locali teatrali appresi dal Comune di Bari a seguito dell’esproprio medesimo» (si tratta di una serie di locali che, all'epoca dell'incendio, pur facendo parte dell'immobile, non erano legati funzionalmente all'attività teatrale ma erano destinati ad attività commerciali; ndr) 

22 Luglio 2009

BARI – La famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro Petruzzelli, in una lettera inviata a ministero per i Beni culturali, Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari e Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari chiede che «con urgenza» si proceda alla consegna dei «locali teatrali» alla Fondazione. Ciò – viene spiegato in una nota dell’avvocato Ascanio Amenduni a nome della famiglia «unita e compatta», in «esecuzione e nel rispetto di quel protocollo d’intesa del 21 novembre 2002 in cui ha sempre creduto e che ha sempre difeso, anche dall’esproprio illegittimo, annullato dalla Corte Costituzionale con sentenza del 30 aprile 2008». 

Nella richiesta i Messeni Nemagna chiedono anche «la restituzione in proprio favore dei locali teatrali appresi dal Comune di Bari a seguito dell’esproprio medesimo» (si tratta di una serie di locali che, all'epoca dell'incendio, pur facendo parte dell'immobile, non erano legati funzionalmente all'attività teatrale ma erano destinati ad attività commerciali; ndr). La famiglia, poi, ribadisce il «rifiuto di ogni opera o realizzazione architettonica difforme, anche per non richiesto eccesso quali-quantitativo, dalle previsioni contrattuali, chiedendone la rimozione, con ogni conseguente ripristino a regola d’arte». 

«La posizione manifestata dalla famiglia Messeni Nemagna al completo – rileva Amenduni – è chiara, unanime e coerente. Sono certo che verrà ricambiata da un atteggiamento altrettanto cristallino. In passato abbiamo già letto troppe dichiarazioni "biforcute" ed abbiamo assistito a troppi tentativi altrui di rimangiarsi i patti scritti». «Senza il supporto giuridico del protocollo d’intesa – conclude il legale – tutta la ricostruzione e tutta la gestione del teatro rischierebbero di diventare fuori legge; chi ha sottoscritto quel contratto, ma soprattutto chi rappresenta gli enti pubblici territoriali, Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari, che si obbligarono alla ricostruzione, ha il dovere politico, prima ancora che giuridico, di salvaguardarlo, pure in nome del principio della continuità dell’azione amministrativa».
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