Venerdì 19 Agosto 2022 | 09:34

In Puglia e Basilicata

Contro l'agropirateria, trattori «invadono» il porto di Brindisi

Contro l'agropirateria, trattori «invadono» il porto di Brindisi
La Coldiretti continua la mobilitazione generale. L’appuntamento è per questa mattina nel porto di Brindisi con il presidio ed il monitoraggio delle merci in entrata al porto. Sono circa quattrocento gli imprenditori agricoli brindisini, guidati dal Presidente provinciale, Salvatore Ripa, e dal direttore Francesco Carbone, presidieranno il porto. ma saranno presenti anche i produttori di Puglia e Basilicata. Si contano oltre mille presenze. Oltre a 35 trattori che bloccheranno le tre entrate
• L'assessore Pomarico: «Siamo schierati a fianco del mondo agricolo vessato»
• L’Adoc: «Battaglia sacrosanta»
• Grano foggiano, altra beffa il governo taglia i fondi sulla qualità

22 Luglio 2009

BRINDISI - Contro frodi e sosfisticazioni arriva la carica degli allevatori brindisini. La Coldiretti continua la mobilitazione generale. L’appuntamento è per questa mattina nel porto di Brindisi con il presidio ed il monitoraggio delle merci in entrata al porto. Sono circa quattrocento gli imprenditori agricoli brindisini, guidati dal Presidente provinciale, Salvatore Ripa, e dal direttore Francesco Carbone, presidieranno il porto. ma saranno presenti anche i produttori di Puglia e Basilicata. Si contano oltre mille presenze. Oltre a 35 trattori che bloccheranno le tre entrate. In occasione dell’iniziativa verranno distribuiti a tutti i presenti assaggi di angurie e barattieri, rigorosamente del territorio. 

L’obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla necessità di adottare provvedimenti che siano in grado di assecondare la realizzazione di una progettualità, tesa a valorizzare le produzioni del territorio, con un conseguente sviluppo di valore aggiunto per i sistemi locali, ed a garanzia della sicurezza alimentare per i cittadini. Ieri, la protesta ha condotto gli imprenditori agricoli a Bari, dinanzi al Palazzo della Giunta. Una delegazione della Coldiretti ha incontrato il presidente Vendola , quindi è stata ricevuta da Eleonora Adorni Continelli, dirigente responsabile degli Uffici di sanità marittima della Puglia, per definire il programma che vedrà la Coldiretti impegnata, quest’oggi, nella mobilitazione al porto di Brindisi. 

Nel corso dell’incontro è giunta la notizia dell’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale di un ordine del giorno unitario, primo firmatario Nino Marmo (An-Pdl),che impegna il governatore e la giunta regionale tutta a chiedere al governo nazionale l'attivazione immediata delle misure a sostegno degli imprenditori agricoli pugliesi che in questi giorni si trovano a confrontarsi con una congiuntura particolarmente negativa. Altri cento produttori parteciperanno nei prossimi giorni insieme al presidente Salvatore Ripa al presidio fissato presso la frontiera del Brennero. Un’ulteriore azione simbolica per sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di adottare provvedimenti che vadano in direzione della valorizzazione delle produzioni del territorio. E non solo per consentire lo sviluppo dei sistemi locali, anche per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini. 

La crisi incombe. È grave. Anzi, per alcuni comparti, olivicolo, zootecnico, ortofrutticolo, vitivinicolo e cerealicolo, la Puglia costituisce un caso emblematico su quanto contribuiscano anche le «anomalie» del mercato ad ingigantire e rendere paradossali gli effetti della crisi. «Anomalie, un eufemismo per definire vere e proprie speculazioni e la mancata dichiarazione dell’origine - sostiene Coldiretti -, ai fini della trasformazione industriale, innesca un sistema di competitività distorto ed una difficile rintracciabilità, a danno della sicurezza alimentare e comprime i prezzi delle produzioni agricole senza alcun beneficio per i consumatori». A questo quadro tutt’altro che rassicurante che è possibile attribuire il crollo medio dei prezzi. 
Nell’arco di un anno, i prodotti agricoli sono scesi del 16% a livello nazionale. Le produzioni di grande interesse per la Puglia hanno subìto flessioni drammatiche: grano meno 45%; uva meno 24%; olio extravergine di oliva meno 30%; latte meno 25%. Non certo a beneficio per i consumatori. Da qui la necessità di un intervento immediato che punta per prima cosa all’introduzione della indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei prodotti agroalimentari ma soprattutto la modifica sulle normative relative ai controlli: intensificando le verifiche alla frontiera e migliorando l’efficacia delle procedure adottate
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725