Martedì 16 Agosto 2022 | 11:58

In Puglia e Basilicata

Gargano e Monti dauni esclusi  dai fondi per i muretti a secco

Gargano e Monti dauni esclusi  dai fondi per i muretti a secco
di FILIPPO SANTIGLIANO 
La Regione Puglia individua altre aree, dalla Murgia al Salento, con tanti saluti al parco nazionale del Gargano e all’ambiente. Stanziati 26 milioni di euro per la realizzazione e la manutenzione dei «muretti a secco» con un costo medio a metro lineare di 70 euro, ma se si va a spulciare delibere, atti e determine si scopre che dai finanziamenti è completamente esclusa la provincia di Foggia
• Niente fondi alla Provincia di Foggia per la messa in sicurezza del Fortore

20 Luglio 2009

di FILIPPO SANTIGLIANO 

E lo chiamano anche Parco. Parco nazionale del Gargano. Che la bellezza del promontorio sia indiscutibile non ci sono dubbi. Occorre invece fare opera di astrazione quando si pensa al «parco». Soprattutto quando con i fondi europei decidono che, in fondo, l’elemento paesaggio per il Gargano non è così preponderante rispetto agli altri territori delle Puglie, visto che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che la Puglia è una indicazione geografica ma non politica, almeno per la provincia di Foggia. 

L’ultima perla riguarda appunto la Puglia, intesa come Regione, ed il territorio della Capitanata che, udite udite, è stato cancellato dai finanziamenti per la costruzione o manutenzione dei «muretti a secco», quei confini naturali che deliminato aziende agricole, strade, pascoli dal Gargano al Subappennino dauno e che fanno parte del paesaggio rurale a pieno titolo come la «Murgia» barese ed il Salento. 

Che cosa è successo? E’ accaduto appunto che la Regione Puglia ha stanziato 26 milioni di euro per la realizzazione e la manutenzione dei «muretti a secco» con un costo medio a metro lineare di 70 euro. In questo modo si possono sviluppare 430 chilometri di muretti a secco. La scelta della Regione Puglia, non c’è che dire, è apprezzabile. Si tratta di ripristinare l’architettura del paesaggio rurale (tanto è vero che i fondi sono previsti dal Piano di sviluppo rurale), di riequilibrare i «volumi» dell’ambiente, di ripristinare zone del territorio sfregiate dal cemento e dall’asfalto. Ebbene, se si va a spulciare delibere, atti e determine si scopre che dai finanziamenti è completamente esclusa la provincia di Foggia. Già, la Capitanata, con il Parco nazionale del Gargano ma perché no anche con il Subappennino dauno, non potrà usufruire di quei finanziamenti che la Regione Puglia ha riservato in via esclusiva alla «murgia barese», al brindisino e al Salento. 

Sembra incredibile ma è vero. La più grande zona Sic della Puglia, sito di interesse comunitario sul piano ambientale, e cioè il promontorio del Gargano, non avrà un centesimo di quei fondi. Non si sa se ci sarà o meno un ripensamento da parte della Regione o se la Regione stessa troverà altri fondi per rimediare (la scadenza del bando per le domande di finanziamento è fissata al 30 luglio di quest’anno), ma la sensazione di «abbandono» totale della provincia di Foggia - ovviamente per diretta responsabilità di chi dovrebbe stare attento a questi passaggi politico amministrativi - è a dir poco deprimente. Così come è opportuno chiarire la posizione della Provincia, di ieri e di oggi, rispetto a questi strumenti. L’ente intermedio ha detto qualcosa in proposito o era escluso a priori dalla concertazione?
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