Giovedì 11 Agosto 2022 | 11:24

In Puglia e Basilicata

A Monteroni una iniziativa «Adottiamo una buca»

A Monteroni una iniziativa «Adottiamo una buca»
di FABRIZIO CARCAGNI 
Per le strade citadine sono apparsi centinaia di manifesti contro le strade colabrodo della città. «Appello ai cittadini - è scritto nel manifesto a firma di “Officina del Pensiero” - adottiamo una buca. Vista l’assenza di sensibilità dell’Amministrazione Comunale nella gestione della manutenzione ordinaria del manto stradale, proponiamo ai cittadini di provvedere da soli»

19 Luglio 2009

di FABRIZIO CARCAGNI 

MONTERONI - «Adottiamo le buche e ripariamo le strade colabrodo». Da qualche giorno la città è tappezzata di manifesti fatti affiggere, polemicamente, da un gruppo di giovani monteronesi costituitosi in associaz ione. Motivo della singolare protesta è la condizione di molte strade cittadine, sia in centro che in periferia. I lavori di ripristino del manto stradale vanno a rilento e a causa di lavori di varia natura costringono i cittadini a veri e propri percorsi di guerra. Il rifacimento di molte strade doveva essere completato a maggio, ma al momento la situazione non è certo gradevole. «Appello ai cittadini - è scritto nel manifesto a firma di “Officina del Pensiero” - adottiamo una buca. Vista l’assenza di sensibilità dell’Amministrazione Comunale nella gestione della manutenzione ordinaria del manto stradale, proponiamo ai cittadini di provvedere da soli. Le pessime condizioni dell’asfalto - è scritto infine sul manifesto - oltre ad essere pericolo costante per auto e pedoni, sono un grosso danno economico per le casse comunali».

«Per il momento contiamo una decina di soci - sottolinea Paolo Quarta, portavoce di “Officina del Pensiero” che nei prossimi giorni dovrebbe darsi un organigramma e scegliere una sede - abbiamo già uno statuto e contiamo di operare nel sociale per il bene della comunità. Per la condizione delle strade protestiamo ad alta voce perchè provoca danni enormi allo stesso ente comunale con tanti cittadini costretti alle vie legali per riparare pneumatici, ammortizzatori e quant'altro. E’ un problema primario che i nostri amministratori non possono mettere in secondo piano».
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