Martedì 16 Agosto 2022 | 12:35

In Puglia e Basilicata

Suicida a Siena per la laurea che non aveva

POLICORO  - Non c’è un perché al suicidio di una studentessa del centro lucano avvenuto a Siena, dove studiava Scienze politiche con indirizzo internazionale. La ragazza è morta per asfissia da impiccagione venerdì scorso. Il giorno in cui aveva invitato nella città del Palio, per la sua seduta di laurea, i familiari più stretti, padre, madre, fratello. Ma, non era vero. 

19 Luglio 2009

di Filippo Mele

POLICORO  - Non c’è un perché al suicidio di una studentessa del centro lucano avvenuto a Siena, dove studiava Scienze politiche con indirizzo internazionale. La ragazza è morta per asfissia da impiccagione venerdì scorso. Il giorno in cui aveva invitato nella città del Palio, per la sua seduta di laurea, i familiari più stretti, padre, madre, fratello. Ma, non era vero. 

Quel giorno non c’era alcuna seduta di laurea per lei. Secondo fonti vicine alla famiglia, però, non è vero che avesse sostenuto solo pochi esami. È vero, al contrario, secondo le stesse fonti, che le mancavano solo 3 – 4 esami più la tesi. Anzi. In quelli sin qui sostenuti aveva la media del 27 tanto da aver ottenuto ogni anno la borsa di studio dell’Enam, l’Ente nazionale di assistenza magistrale cui è iscritto il padre. E, a testimonianza che le «cose universitarie» non erano tanto gravi da far pensare al gesto estremo di togliersi la vita, c’è da evidenziare come la ragazza fosse rientrata da pochi giorni da un corso di perfezionamento in lingua inglese svolto in Inghilterra e superato brillantemente. 

Chi conosceva la giovane laureanda, d’altronde, diplomatasi al Liceo scientifico di Policoro, ne parla in termini entusiasti: intelligente, aperta, cordiale. Il padre, conosciutissimo nel centro jonico, in pensione tra qualche settimana, era arrivato a Siena venerdì mattina. Si era recato subito alla casa dove la figlia viveva, con altri universitari, in via Martiri di Scalvaia. Ma, al suono del campanello non rispose nessuno. Anche il cellulare squillò a vuoto.

E pensare che la sera prima aveva avuto risposta. Il padre fece un giro per Siena pensando che la figlia fosse andata in facoltà per gli ultimi adempimenti. Dopo due ore, l’arrivo del figlio. Insieme ritornarono in via Martiri di Scalvaia. Risposero i coinquilini. I due chiesero di poter lasciare le valigie nell’attesa. Cosa fatta. Padre e fratello, tuttavia, riferirono ai ragazzi che sarebbero tornati ad aspettare nella splendida città toscana. A metà delle scale, le grida che preannunciavano il dramma. Gli amici, nel depositare le valigie, avevano fatto la terribile scoperta. Non è facile descrivere cosa sia passato nella mente e nel cuore di un padre ed un fratello nel vedere la scena. 

La giovane si era legato attorno al collo un lungo foulard appendendone l’altra estremità ad uno spuntone di un armadio. Il dramma. Una vita andata via a 23 anni. Ed il dolore. Tanto dolore. Poi, cose già viste in casi analoghi: la casa invasa da investigatori, inquirenti, 118, medici legali. Non è sembrato esserci alcun dubbio sulle cause della morte avvenuta per asfissia da impiccagione. Il medico legale l’ha fatta risalire alle 4- 5 della notte. Il magistrato incaricato, Mario Formisano, non ha disposto neanche l’esecuzione dell’autopsia. Alcuni esami tossicologici avrebbero dato esiti negativi. E, come accade ancora in queste tristi vicende, il chiedersi del perché. La studentessa non ha lasciato niente di scritto. Perché?
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725