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In Puglia e Basilicata

Influenza, in ospedale  studente di Bisceglie

Influenza, in ospedale  studente di Bisceglie
di LUCA DE CEGLIA 
Erano partiti allegramente da Bisceglie verso un college di Londra per una vacanza studio organizzata dall’Inpdap e sono tornati a casa con l’animo inquieto per aver contratto la temuta influenza suina. Quattro studenti biscegliesi, coetanei, di 17 anni, sono stati colti da febbre alta in terra britannica e, dopo la diagnosi di virus A/H1N1 accertata dai medici inglesi, sono stati costretti all’isolamento per qualche giorno, prima di poter ripartire
• I sintomi e come prevenire il contagio

18 Luglio 2009

di LUCA DE CEGLIA 
BISCEGLIE - Erano partiti allegramente da Bisceglie verso un college di Londra per una vacanza studio organizzata dall’Inpdap e sono tornati a casa con l’animo inquieto per aver contratto la temuta influenza suina. Quattro studenti biscegliesi, coetanei, di 17 anni, sono stati colti da febbre alta in terra britannica e, dopo la diagnosi di virus A/H1N1 accertata dai medici inglesi, sono stati costretti all’isolamento per qualche giorno, prima di poter ripartire in aereo, con la prescrizione di usare una mascherina, e ricongiungersi così alle loro famiglie che sono nel panico. 

Ma la paura non è affatto passata. Ieri mattina uno degli studenti biscegliesi ha avuto la febbre ed il mercurio del termometro è salito vicino a 39°. I genitori non hanno esitato a portarlo al pronto soccorso dell’ospedale «Vittorio Emanuele II» di Bisceglie. E’ così scattata l’allerta medica, in quanto proprio il reparto di malattie infettive dell’ospedale biscegliese è uno dei centri di riferimento individuati dalla Regione Puglia per l’emergenza della febbre suina. 

«Il ragazzo ha avuto la febbre ma le sue condizioni, come quelle degli altri suoi amici, sono in miglioramento - dice il dott. Giuseppe Vitrani del reparto infettivi - gli abbiamo praticato un tampone nasale e faringeo, il campione è stato inviato all’Istituto di Igiene di Bari che ha confermato la diagnosi del virus». 
La fase acuta di questa malattia contagiosa per i quattro studenti biscegliesi sembra essere stata superata, pur se c'è ancora una terapia antivirale da assumere e l’isolamento domiciliare da osservare per cinque giorni. «La situazione è assolutamente sotto controllo, ma il rischio di contagio non è escluso» dice il dott. Tommaso Fontana, primario del reparto infettivi. L’ansia nelle famiglie rimane. Altri ragazzi che hanno viaggiato insieme nello stesso aereo potrebbero manifestare gli stessi sintomi del virus.
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