Giovedì 18 Agosto 2022 | 04:31

In Puglia e Basilicata

Boom di emigranti dalla Puglia Secondi solo dopo la Campania

Boom di emigranti dalla Puglia Secondi solo dopo la Campania
E' un Italia divisa in due, quella presentata dal Rapporto Svimez oggi a Roma, specie sul fronte migratorio. «A un centro-nord che attira e smista flussi al suo interno – si legge nell’indagine – corrisponde un sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla». «Cittadini a termine» come li definisce il rapporto, un esercito di 700mila giovani «persi» negli ultimi 11 anni
• Napolitano: deve essere corretto il divario tra Nord e Sud
 I vip pugliesi con la valigia di cartone

16 Luglio 2009

ROMA – Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno. È uno dei dati contenuti nel Rapporto Svimez, che parla di «Paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni». 
Nel 2008, prosegue il Rapporto, il Mezzogiorno ha perso oltre 122mila residenti a favore delle regioni del Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60mila persone. E oltre l’87% delle partenze ha origine in tre regioni: Campania, Puglia, Sicilia. L’emorragia più forte è in Campania (-25mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12,2mila e 11,6mila unità in meno. 

In vistosa crescita, in particolare, sono le partenze dei laureati eccellenti: nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Il Rapporto spiega anche che i laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma ottengono stipendi più alti. 

Un altro fenomeno di rilievo è quello dei pendolari «di lungo raggio», che vivono al Sud e lavorano al Centro-Nord o all’estero, rientrando a casa nel weekend o un paio di volte al mese. Nel 2008, dice il Rapporto, sono stati 173mila gli occupati residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro altrove, 23mila in più del 2007 (+15,3%). Persone residenti nel mezzogiorno ma con un posto di lavoro al centro-nord o all’estero, «cittadini a termine», come li definisce la Svimez, che rientrano a casa nel week end o un paio di volte al mese. Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l’80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato, il 24% è laureato. 

«Non lasciano la residenza – si legge nella ricerca – generalmente perché non lo giustificherebbe né il costo della vita nelle aree urbane né un contratto di lavoro a tempo. Spesso sono maschi, singles, dipendenti full time in una fase transitoria della loro vita, come l'ingresso o l’assestamento nel mercato del lavoro». Le regioni che attraggono maggiormente i pendolari sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. In crescita è poi il fenomeno dei pendolari meridionali verso altre province del Mezzogiorno: 60mila nel 2008, contro i 24mila del 2007. Ad aggravare la situazione c'è stata poi la crisi, che in molti casi ha costretto i pendolari a tornare a casa: se il movimento Sud-Nord è cresciuto nei primi sei mesi del 2008, con l'accentuarsi della crisi 20mila persone sono rientrare al Sud, soprattutto donne. E a lasciare il Mezzogiorno sono giovani e con mansioni importanti: «L'80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725