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Il Parco del Pollino resuscita le ferrovie calabro-lucane

Il Parco del Pollino resuscita le ferrovie calabro-lucane
di PINO PERCIANTE 
Oltre alla vecchia ferrovia Calabro-Lucana fino a Lagonegro, l’ente punta sulla creazione di un itinerario dei mulini nella valle del Frido collegato al quale è prevista la realizzazione di un parco per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che dovrebbe sorgere tra i Comuni di San Severino e Viggianello. Prevista la realizzazione di una mini centrale idroelettrica anche a Chiaromonte. Tra gli interventi principali per risollevare le sorti socio - economiche dell’area protetta vi è anche il potenziamento delle piste da sci e dei rifugi di piano Ruggio, Terranova di Pollino e Novacco

16 Luglio 2009

di PINO PERCIANTE 

POLLINO - Una vecchia ferrovia in disuso che si trasforma in un’occasione di crescita. Un tratta dismessa che diventerà un veicolo di promozione turistica. È quanto accadrà alla ferrovia Calabro-Lucana, infrastruttura da tempo chiusa. Il Parco del Pollino, infatti, vuole recuperarla ed utilizzare per il trasporto dei turisti. Il dato è contenuto nel Piano per il Parco, strumento legato alla legge quadro 394 sulle aree protette, che per il Pollino arrivò finalmente dopo 16 anni. L’Ente, presieduto da Domenico Pappaterra, ha presentato questa e altre idee contenute nel piano ieri pomeriggio, nel protoconvento francescano di Castrovillari (Cosenza). Pochi giorni dopo aver avuto il via libera dal consiglio direttivo. Tutta la vita del Parco, quindi, in caso di approvazione entro 6 mesi, sarà regolata attraverso le disposizioni contenute nell’importante documento redatto dai tecnici dell’ente. Un documento che si sviluppa attraverso alcune linee guida principali volte da un lato a tutelare il paesaggio e dall’altro ad incentivare il sistema socio economico. 

Oltre alla vecchia ferrovia Calabro-Lucana fino a Lagonegro, l’ente punta sulla creazione di un itinerario dei mulini nella valle del Frido collegato al quale è prevista la realizzazione di un parco per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che dovrebbe sorgere tra i Comuni di San Severino e Viggianello. Prevista la realizzazione di una mini centrale idroelettrica anche a Chiaromonte. Tra gli interventi principali per risollevare le sorti socio - economiche dell’area protetta vi è anche il potenziamento delle piste da sci e dei rifugi di piano Ruggio, Terranova di Pollino e Novacco. Le frazioni avranno le stesse possibilità edificatorie dei centri abitati. 

Ma non è tutto. Si punta anche a sviluppare l’ospitalità diffusa di tipo extralberghiero con la creazione dei famosi borghi albergo di cui tanto si è parlato in passato ma nulla fino ad ora si è visto.Tra le novità anche la realizzazione di un’università della cucina ad Episcopia con chef di caratura internazionale per la valorizzazione dei prodotti tipici e la formazione di giovani, anche stranieri, alla cucina italiana. E ancora il ripristino della Repuing, ossia del vecchio itinerario su binari che veniva utilizzato dalle imprese boschive per il trasporto del legname dalle alte quote a valle. L’itinerario che coinvolgerà sia i paesi lucani che calabresi avrà una finalità sociale in quanto potrà essere sfruttato da anziani e disabili. Accanto alle novità si punta a continuare la valorizzazione dell’esistente, in particolare nell’ambito del sistema agro alimentare che già annovera prodotti di pregio, come ad esempio la melanzana di Rotonda e il tartufo del Serrapotamo. Nel frattempo cambia la zonizzazione. 

Dai numeri si passa alle lettere. Il 63 per cento del territorio sarà incluso tra la zona a e la zona b ovvero le zone a maggior pregio naturalistico dove non sarà possibile effettuare alcun intervento. Le altre zone sono contraddistinte dalle lettere c e d . Qui sono possibili interventi, soprattutto nella zona d. «Un momento storico - ha detto Pappaterra - La gente deve finalmente sapere le cose che può fare e quelle che non può fare». «La pianificazione è uno strumento importante - ha dichiarato il vice presidente Franco Fiore -I vari interventi avranno la possibilità di usufruire dei finanziamenti provenienti dai Por 2007 2013».
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