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Verso la liberalizzazione

Aqp pronta a investire nel gas
«Soldi per l'appalto a Bari»

Acquedotto Pugliese risponderà all’avviso pubblico con cui l’Amgas spa di Bari sta cercando soci finanziari in vista della gara d’ambito per la distribuzione del gas nel bacino Bari nord, il più importante della Puglia. Ma la Regione: non si può

Aqp pronta a investire nel gas «Soldi per l'appalto a Bari»

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Acquedotto Pugliese risponderà all’avviso pubblico con cui l’Amgas spa di Bari sta cercando soci finanziari in vista della gara d’ambito per la distribuzione del gas nel bacino Bari nord, il più importante della Puglia. Un’idea lanciata dal direttore generale di Aqp, Nicola Di Donna, cui il cda guidato interim dall’imprenditore barese Lorenzo De Santis ha dato il via libera. A prima vista potrebbe sembrare il tentativo di dar vita a una sorta di multiutility, allargandosi dall’acqua all’energia. Ma la Regione, proprietaria di Aqp, non fa i salti di gioia: e dunque probabilmente si tratterà «soltanto» di cercare sinergie industriali con l’azienda del gas del Comune di Bari.

Aqp non può infatti partecipare alla imminente gara d’ambito, essendo concessionaria di reti a titolo gratuito. L’Amgas spa sta invece cercando partner industriali e finanziari per contrastare le multinazionali che sicuramente scenderanno in Puglia per entrare nel nuovo business liberalizzato. Il vincitore della gara (concessione di 12 anni) dovrà farsi carico non solo degli investimenti necessari per lo sviluppo della rete del gas, ma soprattutto di rimborsare il Comune di Bari per il valore residuo delle reti (40-60 milioni): in totale almeno 100 milioni, soldi che ovviamente Amgas spa non ha e che non può chiedere al bilancio comunale. Anche Aqp è però una società pubblica: sostiene il suo piano di investimenti con il debito bancario, che ripaga con i flussi di cassa della gestione.

Può l’Acquedotto utilizzare i soldi delle bollette idriche dei pugliesi per finanziare il business del gas? Ovviamente no, dice la Regione: anche perché, se questo avvenisse, poi sarebbe difficile sostenere che Aqp è una società in-house e dunque si rischierebbe di dover andare a gara (il 31 dicembre 2017 scade la concessione del servizio idrico).

L’iniziativa, spiega chi sta seguendo il dossier, va dunque letta in un altro modo. Aqp potrebbe discutere con Amgas spa di attività collaterali, ad esempio per aprire un nuovo fronte di business sull’intermediazione di energia elettrica e gas. Gli impianti di Acquedotto sono infatti energivori, e il costo dell’elettricità incide in maniera sostanziale sulle bollette: si può pensare, quindi, ad una forma di contratto di rete «soft».

Se dunque il Comune di Bari (lo ha annunciato il sindaco Antonio Decaro su queste colonne) vuole creare una sua multiutility, dovrà guardare altrove. Già nel 2013 Amgas spa cercava un socio per le gare d’ambito: si fece avanti il big 2i Reti Gas (Cassa Depositi e Prestiti), ma il progetto di partnership è naufragato. Stavolta però sembra esserci l’interesse di altri importanti fondi di investimento internazionali, perché la società del gas ha conti in ordine e solido know-how: e con il «tesoretto» che gli arriverà dal vincitore della gara, il Comune di Bari potrebbe a quel punto pensare a strategie diverse.

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