Lunedì 15 Agosto 2022 | 14:43

In Puglia e Basilicata

Il pugliese ferito in Afghanistan trasferito al Celio con gli altri parà

Il pugliese ferito in Afghanistan trasferito al Celio con gli altri parà
I feriti dell’attentato in Afghanistan, costato la vita ieri ad Alessandro Di Lisio, trasferiti all'ospedale militare di Roma. Si tratta del tenente Giacomo Donato Bruno, originario di Mesagne (Brindisi); del primo caporal maggiore Simone Careddu di Oristano e del primo caporal maggiore Andrea Maria Cammarata di San Cataldo (Caltanissetta). Di Lisio, di 25 anni è il quattordicesimo militare italiano morto in Afghanistan dall’inizio della missione nel 2004

15 Luglio 2009

ROMA – Slitta a domani mattina il rimpatrio della salma del caporalmaggiore Alessandro Di Lisio (nella foto), previsto in un primo momento per la tarda serata di oggi: l’arrivo del C-130 dell’Aeronautica militare a Ciampino è attualmente in programma intorno alle 9. 

Rientrano invece oggi in Italia, a bordo di un Falcon 900, sempre dell’Aeronautica militare, i tre paracadutisti rimasti feriti: il tenente Giacomo Donato Bruno, originario di Mesagne (Brindisi); il primo caporal maggiore Simone Careddu di Oristano e il primo caporal maggiore Andrea Maria Cammarata di San Cataldo (Caltanissetta). Giunti a Ciampino, per loro c'è il trasferimento all’ospedale militare del Celio. 

La famiglia del primo caporal maggiore Di Lisio partirà nel pomeriggio per Roma per accogliere la salma del loro congiunto. Lo riferisce il tenente colonnello Nicola Moffa, addetto stampa del Comando regionale Esercito Molise. Nella nottata intanto è arrivata da Legnago (Verona) a Oratino la fidanzata del parà, Mariangela, accompagnata dal padre. 

LA RICOSTRUZIONE DELL'ATTENTATO
La vittima, Alessandro Di Lisio, nonostante la giovane età, era nato il 15 maggio del 1984, era un esperto artificiere. Era già stato in missione fuori area in Iraq nel 2005. Questa mattina era uscito con la sua pattuglia per una missione di bonifica di ordigni esplosivi. Un lavoro di routine ma rischioso, per "ripulire" e mettere in sicurezza le strade che vengono successivamente percorse dai convogli militari. La pattuglia oggi era composta da due blindati "Lince" e da un "Coguar", un altro mezzo con particolari protezioni antimina. Ma l’esplosione, causata da uno Ied, un micidiale ordigno esplosivo improvvisato, è stata violentissima ed ha coinvolto il mezzo su cui viaggiava Di Lisio. Il militare è morto subito dopo il ricovero nell’ospedale militare da campo americano di Farah.
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