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«Protesi fetenti» per i pugliesi non raccomandati

«Protesi fetenti» per i pugliesi non raccomandati
di FRANCO GIULIANO 
Dalle intercettazioni dello "scandalo sanità" in Puglia emergerebbe non soltanto la scelta da parte di medici e Asl delle protesi fornite dalla società di Gianpaolo Tarantini in cambio di favori, ma addirittura la fornitura da parte di quest'ultimo di protesi ortopediche di prima o di seconda scelta. Potrebbe trattarsi di protesi di minor prezzo rispetto ad altre
• L'intercettazione
• Ecco come i medici scelgono le protesi

15 Luglio 2009

BARI - Indagine sulla sanità pugliese sempre più bollente. Le intercettazioni nell’inchiesta del pm Rossi (che ha concluso le indagini e ora attende per una eventuale decisione di rinvio a giudizio) rivelerebbero non solo la scelta da parte di medici e Asl delle protesi fornite dalla società di Gianpaolo Tarantini in cambio di favori, ma addirittura la fornitura da parte di quest’ultimo di protesi ortopediche di prima o di seconda scelta. Il sospetto emerge nel corso di una intercettazione allegata al fascicolo dell’inchiesta che vede al momento 23 indagati fra cui, oltre allo stesso Tarantini, anche l’allora consigliere regionale Tato Greco. Le protesi «fetenti» di cui sui parla nell’intercettazione potrebbero essere in realtà protesi di minor prezzo, rispetto ad altre che per i materili con cui sono costruite, costano alla Regione molto di più. 

Resta da capire in base a quali criteri venisse scelta l’una oppure l’altra. «Io dico che ogni medico risponde prima di tutto alla propria coscienza - commenta alla «Gazzetta» il dott. Fabio Lodispoto, esperto del settore che opera in Puglia e a Roma - Poi deve dare conto alla azienda sanitaria per la quale lavora che ha un bilancio e un tariffario approvato. Inoltre, non esistono protesi «fetenti» o non conformi ai parametri qualitativi previsti dalle normative. Le protesi ormai sono tutte uguali. Possono cambiare gli accorgimenti metallurgici: per esempio possono essere in acciaio, o avere un contenuto di carbonio o di altro materiale; oppure possono essere diverse le finiture, ma nel mondo occidentale non esistono protesi qualitativamente carenti. Quindi nella sostanza cambia solo il prezzo». 

Nel registro annuale delle protesi della Regione Puglia esistono quindi protesi con prezzi differenti? 
Esatto, sono protesi realizzate con materiali diversi, ma tutte sicure, tutte con un marchio di certificazione della «Ce» se prodotte e utilizzate in Europa oppure Fdi se provenienti dagli Usa. In Italia oltre al marchio Ce sono anche approvate dal ministero della salute dopo avere superato diecimila collaudi o verifiche. Diciamo allora che esistono protesi tecnicamente più avanzate utilizzate per alcune patologie ed altre di qualità inferiore. Sarà il medico, di volta in volta a scegliere una protesi diversa per la stessa patologia sulla base dell’età e del peso del paziente, delle richieste funzionali o del danno articolare. 

Quanto può costare una protesi per il ginocchio tra le più costose? 
Quella in ceramica anche 5mila euro. Il mondo delle protesi è come il mercato dei pneumatici. Il listino è una cosa, poi il costo che riescono a spuntare sul mercato le aziende ospedaliere è diverso». 

Un’auto, così come un pneumatico o se vuole una scatola di aspirine hanno un prezzo di listino. Le protesi invece no? 
Il listino è una cosa, il prezzo di acquisto un’altra storia. Dipende da quanto è ricca la Regione e soprattutto se ad acquistare è un ospedale pubblico (dove mediamente i costi sono maggiori perchè non si bada molto al risparmio del denaro pubblico) oppure se strutture convenzionate, dove l’attenzione alla spesa è maggiore perchè il bilancio di quella azienda sanitaria privata deve quadrare. 

Dottore, se dovesse operare mio padre, gli impianterà per favore la protesi migliore? 
La scelta sulla tipologia di prodotto, come le ho già detto dipende da diversi fattori, non ultima l’età del paziente. A suo padre di 80 anni che ha una aspettativa di vita di dieci anni è chiaro che impianterò una protesi in metallo e polietilene che ha una durata media di 15 anni. In modo da non sperperare inutilmente il denaro pubblico. 

Ma così facendo lei non fa un favore alla azienda che le fornisce il prodotto. Eppoi, quel prodotto in ceramica, mica lo pagherà di tasca sua, sarà a spese della sanità pubblica. Mettendo una protesi costosa farebbe un regalo alla azienda che le produce e un favore al paziente amico. 
Capisco la sua provocazione. Questo è un altro discorso. Così come ci sono ladri e stupratori così ci sono anche medici poco onesti. La maggior parte non lo è, glielo assicuro.
FRANCO GIULIANO
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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