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In Puglia e Basilicata

L'autopsia: Anna non fu uccisa dal colpo alla testa. Forse strangolata

L'autopsia: Anna non fu uccisa dal colpo alla testa. Forse strangolata
di CARLO STRAGAPEDE 
BARI - Non presenta fratture il cranio della truccatrice trovata morta in casa sabato scorso. Secondo l’avvocato Giovanni Signorile, «legale di parte lesa», è pacifico che Anna Costanzo, è stata uccisa. Per l'avvocato Mario Russo Frattasi, difensore dell'unico indagato, l'ex fidanzato di Anna, Alessandro Angelillo: «Non possiamo escludere che la Costanzo sia morta per cause naturali» 
• Il legale dei Costanzo: «Non è morte naturale»
• Tra le prime ipotesi anche che il computer fosse l'arma del delitto
• Non c'è sangue nelle due auto sequestrate ad Alessandro Angelillo
• Sul web l'autobiografia della vittima
• I vicini di casa: «Nessun rumore la notte del delitto»
• Nel quartiere tutti concordi: l'unico vizio di Anna era il lavoro
• Venerdì i funerali nella cattedrale di Bari

14 Luglio 2009

BARI - Adesso, dopo l’autopsia, che sembra non chiarire come è morta Anna Costanzo, la sua famiglia sta organizzando il funerale della truccatrice molto conosciuta nel mondo dello spettacolo nazionale. Le esequie della donna 50enne trovata apparentemente uccisa nella sua abitazione saranno celebrate non prima di domani, forse nella Basilica di San Nicola o in Cattedrale. Certamente i funerali di Anna Costanzo saranno molto affollati. 

L’esame necroscopico è stato eseguito ieri sera, nel Policlinico: si è protratto dalle 16 alle 21 circa. L’esito sembra prestarsi a interpretazioni di segno opposto, anche se su un punto la difesa dell’indagato, l’ex fidanzato Alessandro Angelillo, e il legale della famiglia Costanzo concordano: la ferita alla testa, sul lato destro, non sarebbe mortale. Per il resto, secondo l’avvocato Giovanni Signorile, «legale di parte lesa», è pacifico che la truccatrice 50enne è stata uccisa. 

«Il nostro consulente - precisa Signorile - avrebbe riscontrato tracce evidenti di asfissia traumatica da aggressione». Come dire che l’assassino avrebbe stretto le mani, oppure qualche altro oggetto, attorno al collo della donna. Signorile aggiunge: «Il fatto che i capelli e il giubbottino trovato addosso alla vittima erano bagnati al momento del ritrovamento fa pensare a un tentativo di annegamento, presumibilmente nella vasca». Ancora, «Anna Costanzo è stata percossa più volte, forse con un oggetto, e anche su un braccio», rileva il legale. 

Invece, l’avvocato Mario Russo Frattasi, difensore di Angelillo, rileva: «Non possiamo escludere che la Costanzo sia morta per cause naturali. Non c’è alcuna frattura cranica. Al momento - continua - ritengo che gli inquirenti debbano vagliare anche la ipotesi di morte naturale, per asma o shock anafilattico». La Costanzo era celiaca e soffriva di asma. 

Autopsia a parte, la scena del delitto comunque farebbe pensare a un chiaro tentativo di depistaggio da parte dell’assassino. Il cadavere è stato in parte denudato. Sul letto è stato ritrovato un profilattico, non utilizzato. Dall’abitazione, non grande (due vani, circa 80 metri quadrati) - e questo è un altro mistero - pare sia stato portato via soltanto il personal computer della vittima. Secondo gli investigatori, tracce di sangue sarebbero presenti anche sul pavimento della stanza da letto, oltre che sul bordo della vasca da bagno. Inoltre il pavimento della toilette apparirebbe lavato. Il fratello della donna riferisce che al momento del ritrovamento del corpo le luci della casa erano tutte accese e che la porta del bagno era socchiusa: altre tracce della messinscena organizzata dal killer? 

Sul pavimento dell’ingresso c’era una statua di legno in stile etnico, alta circa 60 centimetri: la polizia non esclude che sia stata utilizzata come corpo contundente dall’omicida. 

I VICINI: «NON ABBIAMO SENTITO NIENTE» - La palazzina, moderna, di via Casavola, all’ora del delitto, era abitata. Nessuno dei vicini, però, afferma di avere sentito rumori particolari. Segno che l’assassino - ipotizzano gli investigatori - forse aveva le chiavi e quindi godeva della fiducia di Anna Costanzo. Segno che forse si è appostato in casa e l’ha colta di sorpresa? 

LE INDAGINI TELEMATICHE - Il pc della vittima è sparito ma la Polizia si concentra sul messaggio che apparentemente la Costanzo avrebbe lasciato su Facebook alle 3,30 di quella notte: «Devono venire tre tipi». La famiglia esclude che lo abbia scritto lei e ipotizza che anche questo sia un depistaggio.
CARLO STRAGAPEDE
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