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Afghanistan, muore  militare italiano Ferito un brindisino

Afghanistan, muore  militare italiano Ferito un brindisino
I feriti dell’attentato in Afghanistan, costato la vita ad Alessandro Di Lisio, sono: il tenente Giacomo Donato Bruno, originario di Mesagne (Brindisi); il primo caporal maggiore Simone Careddu di Oristano e il primo caporal maggiore Andrea Maria Cammarata di San Cataldo (Caltanissetta). Di Lisio, di 25 anni è il quattordicesimo militare italiano morto in Afghanistan dall’inizio della missione nel 2004

14 Luglio 2009

ROMA – «La guerra è uno sporco lavoro... ma qualcuno dovrà pur farla...» aveva scritto. E Alessandro Di Lisio, il parà di 25 anni morto oggi nei pressi di Shewan, nella provincia di Farah, nell’attentato che ha provocato anche tre feriti tra i militari italiani della missione Isaf, non si era tirato indietro. Era partito a metà di aprile dalla caserma 'Bricese' di Legnago che ospita l’8/o reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore. Era alla sua prima missione in Afghanistan. Sarebbe tornato a casa presto: «mancano soltanto tre mesi di guerra» aveva sottolineato nel suo profilo su facebook il 25 giugno scorso. E', invece, il quattordicesimo militare italiano morto in Afghanistan dall’inizio della missione nel 2004. 

Gli attentatori, dopo gli attacchi che si sono ripetuti negli ultimi due mesi senza vittime, grazie anche ai blindati 'Lince' che hanno retto a urti violentissimi, hanno alzato il tiro. L'ordigno rudimentale esploso oggi al passaggio del convoglio italiano era ad altissimo potenziale. militare italiano ucciso in Afghanistan, Alessandro Di Lisio
La vittima, Alessandro Di Lisio (nella foto a destra), nonostante la giovane età, era nato il 15 maggio del 1984 a Oratino (Campobasso), era un esperto artificiere. Era già stato in missione fuori area in Iraq nel 2005. Questa mattina era uscito con la sua pattuglia per una missione di bonifica di ordigni esplosivi. Un lavoro di routine ma rischioso, per 'ripulirè e mettere in sicurezza le strade che vengono successivamente percorse dai convogli militari. 

La pattuglia oggi era composta da due blindati 'Lince' e da un 'Coguar', un altro mezzo con particolari protezioni antimina. Ma l’esplosione, causata da uno Ied, un micidiale ordigno esplosivo improvvisato, è stata violentissima ed ha coinvolto il mezzo su cui viaggiava Di Lisio. Il militare è morto subito dopo il ricovero nell’ospedale militare da campo americano di Farah. A rimanere feriti sono stati il tenente Giacomo Donato Bruno, il primo caporal maggiore Simone Careddu, e il primo caporal maggiore Andrea Maria Cammarata. Nessuno di loro è in pericolo di vita, anche se uno è in condizioni più gravi degli altri. 

«Il peggior timore che avevamo purtroppo si è verificato» ha dichiarato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, appena appresa la notizia dell’attentato e facendo riferimento all’escalation di attacchi avvenuti negli ultimi mesi contro i militari in Afghanistan. «Ora – ha sottolineato La Russa – sarà necessaria un’ulteriore riflessione sui mezzi e sulle attrezzature» in dotazione al contingente italiano. Inoltre, il ministro ha ipotizzato un diverso utilizzo dei cacciabombardieri Tornado schierati ora solo con compiti di ricognizione. Secondo La Russa è forse giunto il momento di «riflettere» su un eventuale loro impiego per copertura aerea armata per aumentare la sicurezza dei militari impegnati in Afghanistan. «Devo confermare che la natura della missione non cambia», ha detto ancora La Russa che anticiperà una sua missione a Herat, che aveva programmato per i prossimi giorni, per «verificare di persona» la situazione sul campo. 

Gli attacchi ai militari italiani si sono infatti intensificati negli ultimi due mesi diventando sempre più subdoli e imprevedibili a mano a mano che il clima nell’area si surriscalda per l’avvicinarsi della data delle elezioni in Afghanistan, il 20 agosto. 
militari italiani in AfghanistanGli attentati come quello di oggi però, secondo il generale Marco Bertolini, capo di Stato maggiore della missione della Nato in Afghanistan, non sono «azioni mirate contro le unità italiane in quanto tali ma contro le forze della Nato in generale». Lo dimostrano, afferma Bertolini, «le numerose perdite subite da altri contingenti negli ultimi giorni con specifico riferimento alla vicina provincia di Helmand». In particolare, spiega, «l'unità alla quale apparteneva il primo caporal maggiore Di Lisio era impegnata per il controllo di un difficile tratto di strada utilizzato dagli insorti per effettuare imboscate esplosive contro le unità afgane e di Isaf. Nella provincia di Farah, come Bala Morgab ed a Kabul, nelle aree di responsabilità italiana, le nostre unità sono impegnate a supporto dell’esercito afgano per garantire la libertà di movimento alla popolazione locale lungo importanti assi stradali».

Intanto domani il ministro della Difesa riferirà alla Camera sull'accaduto in una informativa urgente, mentre la Procura di Roma ha già aperto un fascicolo per omicidio, tentato omicidio e attentato per finalità terroristiche. Dolore per la morte di Di Lisio e il ferimento dei tre militari è stato espresso dal presidente della Repubblica, Napolitano che ha anche auspicato «larga comprensione e condivisione nell’opinione pubblica italiana per quel che riguarda la necessità di portare avanti l’impegno in Afghanistan, insieme alla comunità internazionale nell’ interesse di ciascun paese, che è sempre esposto ai colpi del terrorismo internazionale e lo sarà finchè non saremo riusciti a sradicare alcune centrali e a rimuovere alcune cause». L'importanza e la necessità «di proseguire nella missione di pace in Afghanistan per la stabilità di un’area strategica» è stata ribadita anche dal presidente del Consiglio, Berlusconi. Il Papa, a Les Combes dove si trova per un periodo di riposo, ha pregato per la vittima, i compagni feriti e i familiari.
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