Mercoledì 10 Agosto 2022 | 19:35

In Puglia e Basilicata

E i "padani" eleggono a sindaco un salentino

E i "padani" eleggono a sindaco un salentino
di ALBERTO NUTRICATI 
È Mario De Micheli il nuovo sindaco di Caronno Varesino,  nel Varesotto. Nato 56 anni fa da genitori emigrati da Casarano (Lecce) in Lombardia, De Micheli è riuscito ad imporsi nella corsa alla più alta carica comunale, sbaragliando la concorrenza di altri tre pretendenti, uno dei quali in forza al Pdl. Ma la particolarità della vicenda, al di là dello straordinario consenso attestatosi al 60 per cento delle preferenze, è data dal fatto che a sostenere il neo-eletto sindaco dalle origini casaranesi è stata la Lega nord

14 Luglio 2009

CASARANO - Dal cuore del Salento alla conquista della Padania. È Mario De Micheli il nuovo sindaco di Caronno Varesino, comune del varesotto di poco meno di 5mila abitanti. Nato 56 anni fa da genitori emigrati da Casarano (Lecce) in Lombardia, De Micheli è riuscito ad imporsi nella corsa alla più alta carica comunale, sbaragliando la concorrenza di altri tre pretendenti, uno dei quali in forza al Pdl. Ma la particolarità della vicenda, al di là dello straordinario consenso attestatosi al 60 per cento delle preferenze, è data dal fatto che a sostenere il neo-eletto sindaco dalle origini casaranesi è stata la Lega nord. 

La carriera politica di De Micheli iniziò dieci anni fa: prima l’elezione a consigliere comunale, poi l’assessorato ai servizi sociali e, da lì, la carica di vicesindaco. Sulla scia di questa scalata, la Lega ha deciso di puntare su De Micheli anche nell’ultima tornata elettorale, vincendo la scommessa. «Basti pensare - commenta De Micheli - che alle europee, Pd, Pdl e Lega si sono distanzianti di una manciata di voti, mentre a livello comunale tra noi e le altre forze politiche la differenza di consenso è stata abissale». 

E pensare che il sindaco leghista da giovane era un simpatizzante del Pci. Ma quelli erano altri tempi; tempi in cui la sinistra poteva contare su uomini del calibro di Enrico Berlinguer. È stato dopo la scomparsa di Berlinguer che si è consumato l’allontanamento dalla sinistra ed il progressivo avvicinamento alla Lega. «Ricordo che prima di entrare nella sede della Lega - commenta il sindaco leghista - mi ci sarò recato una decina di volte senza trovare il coraggio di entrare. Arrivavo dinanzi alla soglia e tornavo indietro. Poi feci il passo decisivo. Rammento che gli esterni al partito si chiedevano che cosa ci facesse un meridionale nella sede della Lega, ma vi assicuro di non aver mai trovato nessuna difficoltà con gli esponenti del Carroccio». Intanto, forte del risultato ottenuto, il sindaco «casaranese» già inizia a pensare alle prossime elezioni provinciali. Nell’attesa, però, di certo tornerà nel Salento, al quale è rimasto profondamente legato, per trascorrere un periodo di meritato riposo.
ALBERTO NUTRICATI
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