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Avviso ai fumatori: 270€ di multa se si fuma in stazione, anche a Bari

Avviso ai fumatori: 270€ di multa se si fuma in stazione, anche a Bari
A Bari, come in altre 120 stazioni ferroviarie italiane, ora è vietato fumare anche all'aperto. Ci sono apposite aree dedicate ai fumatori. Multe salate ai trasgressori e a chi getta mozziconi tra le traversine dei binari. Però nella stazione del capoluogo pugliese i controlli non sembrano efficacissimi: i viaggiatori continuano infatti a fumare liberamente non solo sotto le pensiline, ma persino nel sottopassaggio della stazione e nei suoi ambienti chiusi

13 Luglio 2009

BARI - Dopo gli aereoporti e le sale d’attesa delle stazioni, nuove restrizioni antifumo per i viaggiatori. A Bari, come in altre 120 stazioni italiane, ora è vietato fumare anche all’aperto quando si è fermi sotto le pensiline in attesa del treno. Sebbene non ci si trovi in ambienti chiusi, il consumo di sigarette è infatti consentito solo in appositi spazi indicati da tabelle, del resto gli unici dotati di portacenere. Per chi non si attiene le sanzioni sono pesanti, con multe che variano da da 27,50 a 270,50 euro: come dire il valore di oltre 1.000 sigarette. 

Secondo le autorità nazionali il bilancio per la campagna contro il fumo nelle stazioni ferroviarie è al momento positivo: da sei mesi sono al lavoro piccoli gruppi di addetti riconoscibili da una pettorina incaricati di controllare, anche elevando contravvenzioni, che nessuno fumi. E se proprio non può privarsi del tabacco, che lo faccia nelle «smoking area» lungo i binari vicino ai portacenere. Guai se si viene sorpresi a qualche metro di distanza, fuori dal perimetro stabilito. 

L'iniziativa, che segue l’abolizione del fumo a bordo dei convogli e, molto prima, nel 1975, nelle sale d’attesa, è cominciata in silenzio nel settembre del 2007 in 82 stazioni con la firma di un protocollo tra Ferrovie dello Stato e ministero della Salute. Ma oggi le stazioni senza fumo sono già circa 120 con l'obiettivo di estendere la misura in breve tempo raggiungendo quota 500 sulle 2.300 tra stazioni e fermate della rete ferroviaria. 

Da sei mesi, inoltre, il divieto di fumo è vigilato da vere e proprie task force composte da due o tre addetti che nelle diverse stazioni, da nord a sud del Paese, verificano il rispetto del divieto. Una prima fase è stata caratterizzata da un lavoro di moral suasion, informando i viaggiatori-fumatori e ricordando loro il divieto che riguarda non solo tirare boccate da sigari, sigarette e pipe, ma anche gettare i mozziconi tra le traversine dei binari. Da qualche tempo, invece, si è passati alla mano più pesante con l’applicazione delle sanzioni. 

Gli addetti anti-fumo, tuttavia, non riscuotono il denaro: compilano un verbale in tre copie destinate rispettivamete al fumatore negligente, alle Ferrovie dello Stato e alla prefettura che dovrà incassare il dovuto. Controlli che in verità nella stazione di Bari non si sono visti, o almeno non se ne colgono gli effetti. Sebbene le aree per fumatori siano regolarmente predisposte, i viaggiatori continuano infatti a fumare liberamente non solo sotto le pensiline, ma persino nel sottopassaggio della stazione e nei suoi ambienti chiusi.
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