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In Puglia e Basilicata

Bari, forse su Facebook la chiave del giallo del delitto della truccatrice

Bari, forse su Facebook la chiave del giallo del delitto della truccatrice
di CARLO STRAGAPEDE
BARI - E’ un autentico «giallo» l’uccisione di Anna Costanzo, 50 anni, figura mitica nel mondo del teatro, del cinema, della moda pugliesi. Fra l’altro truccatrice della fondazione Petruzzelli ed estetista (con studio in via Abate Gimma, nel quartiere Murattiano), è stata trovata uccisa in casa sua, in via Franco Casavola, al quartiere San Girolamo. La morte risalirebbe alla notte fra venerdì e sabato. Non si esclude il movente sessuale
• Sotto torchio in Questura l'ex fidanzato
• Alterata la scena del delitto

12 Luglio 2009

di Carlo Stragapede

BARI - E’ un autentico «giallo» l’uccisione di Anna Costanzo, 50 anni, figura mitica nel mondo del teatro, del cinema, della moda pugliesi. Fra l’altro truccatrice della fondazione Petruzzelli ed estetista (con studio in via Abate Gimma, nel quartiere Murattiano), è stata trovata uccisa in casa sua, in via Franco Casavola, al quartiere San Girolamo. La morte risalirebbe alla notte fra venerdì e sabato. Non si esclude il movente sessuale.

Gli investigatori stanno scandagliando nella sua vita e nelle tracce lasciate dalla sua morte. A cominciare dalle condizioni in cui il fratello minore della donna, intorno alle 10,30 di ieri mattina, ha ritrovato il corpo: sul pavimento del bagno, con la testa poggiata al bidet. Una macchia di sangue sulla nuca e, specularmente, sul bordo del sanitario. Un’altra macchia di sangue nella vasca, e una nella camera da letto. La donna era a piedi nudi e semisvestita: aveva i pantaloni e le mutandine abbassati, indossava ancora la maglia. Il medico legale Alessandro Dell’Erba dovrà stabilire nel corso dell’autopsia, che verrà eseguita oggi, se la donna abbia subito violenza sessuale e quale sia stato l’evento che ne ha provocato la morte.

Probabilmente il corpo alla testa le è stato inferto con un corpo contundente, forse (ma è solo un’ipotesi) quella statuina di legno, raffigurante un simbolo etnico, notata dal fratello sul pavimento, proprio all’ingresso dell’appartamento di Anna. Di «anomalie» sulla dinamica dell’omicidio parla il pm inquirente, Gaetano De Bari, non escludendo che l’uccisione possa essere avvenuta in un luogo dell’abitazione diverso dal bagno in cui è stato trovato il corpo. Ma le tracce e le persone su cui indagare sono anche altre. 

Secondo alcune testimonianze, la vittima aveva trascorso la serata in una discoteca in compagnia di un cugino e di un’amica. Il cugino l’avrebbe accompagnata a casa in auto, intorno alle 2,30 di notte. L’indomani, cioè ieri, Anna Costanzo doveva affrontare una giornata di lavoro piuttosto impegnativa: al mattino, doveva trovarsi di buon’ora nel suo centro estetico, in via Abate Gimma; nel pomeriggio doveva recarsi a Martina Franca, per truccare gli artisti del Festival della Valle d’Itria. 

Ma tornata a casa, Anna non è mai andata a dormire. La Polizia sta lavorando su un messaggio apparentemente lasciato da Anna sul suo profilo Facebook intorno alle 3,30 del mattino, cioè un’ora dopo il suo ritorno dalla discoteca. notte. Nella casella intitolata «A cosa stai pensando?», è scritto: «Ore 19,20 16 ore fa - appena rientrata ho conosciuto tre tipi... verranno???». 

Chi ha scritto realmente quelle parole? E’ stata Anna, rivelando così un possibile appuntamento al buio con tre uomini, oppure a scrivere quel messaggio è stato il suo assassino con lo scopo di depistare? Probabilmente lo stesso uomo che è riouscito ad entrare in casa senza bisogno di forzare alcuna porta? Intanto gli agenti hanno sequestrato il personal computer di Anna Costanzo e stanno analizzando tutti i contatti telefonici e online avuti nelle ultime ore di vita.

L’omicida aveva le chiavi di casaUn altro particolare, come si accennava, è fondamentale per ricostruire la sequenza. La porta dell’appartamento era chiusa a chiave. Nessun segno di effrazione. Quindi la persona che ha ucciso Anna Costanzo aveva un suo mazzo di chiavi e con esso ha dato la mandata alla serratura della porta prima di allontanarsi indisturbato. Le chiavi della vittima sono state ritrovate regolarmente nella borsa, a riprova del fatto che l’assassino ne aveva altre. 

L’assassino non sembra aver ucciso per rapina. In casa non mancano soldi né gioielli. Tuttavia - secondo indiscrezioni non confermate - sembra che l’uomo che ha ammazzato la truccatrice del teatro Petruzzelli abbia prelevato qualche oggetto dalla casa. Quale? Top secret. 

Da ieri pomeriggio e fino a tarda notte, in questura, il capo della Mobile, Liguori, e un altro funzionario, il dottor Massimo Modeo, hanno ascoltato alcune persone. Come testimoni, per ora. Fra queste persone sarebbe stato sentito anche l’ex fidanzato di Anna Costanzo, un negoziante sui 35 anni, quindi più giovane di lei di una quindicina d’anni. Sembra che l’uomo non si fosse «arreso» dopo la fine della loro storia. E i bene informati giurano che lui continuava a contattarla spesso, a inviarle sms e altri messaggi, per tentare di riconquistarla. Proprio nei giorni scorsi, la Costanzo si sarebbe confidata con un’amica: «Non ce la faccio più, mi ossessiona», avrebbe detto. Un elemento in più nelle mani degli investigatori, ma troppo poco per ipotizzare ricostruzioni sufficientemente solide. 

Davanti alla palazzina, si fermano, incuriositi, i bagnanti reduci da una giornata ventosa, non proprio ideale, sulla sabbia del «Canalone». Anna Costanzo, dopo un matrimonio finito anni fa, e dopo la storia con il negoziante, era single. Aveva compiuto cinquant’anni a marzo scorso. Da qualche anno abitava al quinto piano della moderna palazzina in via Casavola, sul margine ovest del canale Lamasinata. La casa del delitto. 
Anna Costanzo
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