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E' barese il primo direttore d'orchestra italiano nella ex Urss

E' barese il primo direttore d'orchestra italiano nella ex Urss
MOSCA - Per la prima volta nella storia della Russia, a partire dall’epoca sovietica, un direttore d’orchestra italiano è stato nominato direttore musicale e principale di un teatro di questo Paese: si tratta del barese Fabio Mastrangelo, 43 anni, già assistente di Iuri Temirkanov ed ora approdato alla guida del teatro nazionale d’opera e balletto di Iekaterinburg, sugli Urali, uno dei quattro teatri federali di tutta la Russia, insieme al Bolshoi di Mosca, al Marinski di San Pietroburgo e a quello di Novosibirsk. 

11 Luglio 2009

MOSCA - Svolta storica nel mondo musicale russo: per la prima volta dai tempi sovietici, un direttore d’orchestra italiano è stato chiamato a guidare un teatro di questo Paese. Si tratta del barese Fabio Mastrangelo, 43 anni, già assistente – e sostituto – di Iuri Temirkanov e Valeri Gerghiev: è stato nominato per tre anni direttore musicale e principale del Teatro nazionale d’opera e balletto di Iekaterinburg, sugli Urali, uno dei 'fantastici quattrò teatri federali di tutta la Russia, insieme al Bolshoi di Mosca, al Marinski di San Pietroburgo e a quello di Novosibirsk.

Mastrangelo entra così nell’Olimpo dei direttori che lavorano in Russia, accanto allo stesso Gerghiev (Marinski) e Aleksander Vedernikov (Bolshoi). Il quarto è uno straniero, come lui: il greco Teodor Currentzis, a Novosibirsk, a conferma di come si stia aprendo il pianeta musicale russo, che una volta esportava solo direttori e musicisti di talento.


Una singolare coincidenza vuole poi che il primo direttore stabile del teatro di Iekaterinburg, ultimato nel 1912 sull'esempio di quello barocco di Vienna e Odessa, sia stato un altro italiano, Silvio Barbini, che vi lavorò fino al 1916 collaborando anche con Pietro Mascagni. Sarà proprio Mastrangelo a preparare il centenario del teatro, nel 2012, a ruota dell’anno dell’Italia in Russia.


Figlio d’arte, direttore e pianista con studi in Italia e all’estero (anche con Leonard Bernstein e Karl Osterreicher), sposato con una flautista russa, vive a San Pietroburgo e dal 2002 lavora stabilmente in Russia, dove ha accumulato un invidiabile curriculum: direttore ospite principale dell’ orchestra sinfonica di Novosibirsk, di quella di Kazan e dell’orchestra dell’Ermitage di San Pietroburgo, direttore artistico dell’Ensemble "Novosibirsk Camerata" della Filarmonica di Stato di Novosibirsk, nonchè direttore ospite permanente del Marinski e dell’Operetta theatre di San Pietroburgo. E’ pure consulente del Petruzzelli di Bari.


"Sono molto contento di questa nomina, il teatro che guiderò è uno dei 'fantastici quattrò in Russia", ha detto all’ANSA. "Chi, come me, sceglie di andare all’estero, lo fa scommettendo solo nelle proprie capacità e nella propria voglia di lavorare, senza reti o le protezioni politiche che spesso condizionano la vita musicale italiana", osserva. "Qui non si perde tempo a fare anticamera dai politici, si è valutati come professionisti", aggiunge. "E' per questo che spesso molti bravi direttori d’orchestra italiani sono diventati famosi all’ estero prima di essere chiamati in patria", prosegue. "Ma l'aspetto interessante della nuova Russia è che, se una volta molti direttori d’orchestra russi emigravano e venivano subito nominati alla guida di famose orchestre europee e americane, oggi il Paese si può permettere di ribaltare la situazione. Un segno dei tempi", conclude.

Intanto sta già pensando alla prossima stagione, che si aprirà il 24 settembre con una nuova produzione delle Nozze di Figaro. In cartellone, anche il Flauto Magico e un nuovo allestimento del balletto Giselle. Non mancheranno le novità, come il balletto orientaleggiante "Liubov i smert" (Amore e morte) che ha appena riscosso un enorme successo a Iekaterinburg alla sua 'primà assoluta in Russia.


L'autore della musica è Palad Bulbul Oglì, ex noto cantante azero di musica leggera dei tempi sovietici ed oggi ambasciatore di Baku a Mosca. L’ha scritta qualche anno fa, quando era ministro della cultura dell’Azerbaigian, ed ora vorrebbe portarlo anche nella capitale russa, oltre che, naturalmente, a Baku).

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