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In Puglia e Basilicata

Treni, Taranto  contro l'isolamento

Treni, Taranto  contro l'isolamento
TARANTO - Sindaco di Taranto, parlamentari ionici, sindacati, consiglieri regionali: tutti presenti ieri nella sala di presidenza della Provincia per discutere il problema del taglio ai collegamenti ferroviari da e per Roma decretati unilateralmente da Trenitalia dallo scorso 1 luglio.

11 Luglio 2009

di Sabrina Esposito

TARANTO - Sindaco di Taranto, parlamentari ionici, sindacati, consiglieri regionali: tutti presenti ieri nella sala di presidenza della Provincia per discutere il problema del taglio ai collegamenti ferroviari da e per Roma decretati unilateralmente da Trenitalia dallo scorso 1 luglio.

Su convocazione del presidente Gianni Florido, si è cercato di individuare strade comuni da percorrere per scongiurare l’ipotesi, apparsa a tutti più che realistica, che la momentanea soppressione dell’Eurostar per Roma - necessaria, per Trenitalia, per la messa in sicurezza della tratta Potenza-Battipaglia - in realtà diventi definitiva, privando il capoluogo di un vitale mezzo di collegamento con le principali destinazioni italiane.

Tra i presenti al vertice di ieri, i consiglieri regionali Donato Pentassuglia, Pietro Franzoso, Donato Salinari, Nicola Tagliente, i segretari di Cgil, Cisl e Uil e i sindacalisti di categoria, i quali si sono trovati in sintonia per quanto riguarda la necessità di «fare sistema» o, come ha suggerito il presidente Florido, di diventare un vero e proprio «sindacato del territorio» che possa tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini, costituzionalmente garantito, superando ogni barriera ideologica.

Segnali positivi, tuttavia, non se ne registrano. Soprattutto se si considera che Trenitalia, attraverso il suo amministratore delegato Mauro Moretti, ha preferito non presentarsi a diversi incontri istituzionali organizzati per chiarire le posizioni dell’azienda. L’ultimo, quello di giovedì scorso, convocato dall’assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, alla presenza di Confindustria Puglia.

Il presidente Florido ha comunque insistito sulla necessità di promuovere una conferenza di servizi da tenere a Taranto, alla presenza del governo e dello stesso Moretti, affinché Trenitalia possa finalmente dare risposte chiare al territorio e assumersi le sue responsabilità. In particolare, la richiesta da avanzare è quella di conoscere il piano industriale dell’azienda che, pur essendo una spa, presenta come unico azionista il ministero dell’Economia. Il timore è che, rappresentando esigenze «di cassa», l’azienda possa nascondere intenti differenti, finalizzati a dirottare le risorse messe a disposizione dal governo per favorire il Nord e l’alta velocità. I sindacati di categoria per primi, già da tempo avevano lanciato l’allarme, parlando di una sorta di strategia di Trenitalia volta a disincentivare l’utilizzo del treno per poi poter parlare di introiti insufficienti a mantenere in piedi i servizi e le tratte del Tarantino. Del resto, nemmeno all’indomani della soppressione dell’Eurostar per Roma delle 6.15, l’azienda aveva provveduto ad istituire servizi alternativi. Lo ha fatto, ma senza fornire adeguata informazione all’utenza, unicamente dopo la denuncia dei sindacati, i quali avevano anche evidenziato oltre al danno, la beffa: in luglio e agosto chi volesse andare a Roma in treno, potrà usufruire solo di un espresso (le cui condizioni sono state definite «vergognose» in quanto sporco e privo di climatizzazione) con partenza alle 21.28, che seguirà un tragitto più lungo (scendendo sino a Sibari per poi risalire verso Roma). E per questo treno i viaggiatori pagheranno un surplus di biglietto, il cui costo è passato da 25 a 34 euro.

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