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In Puglia e Basilicata

Schittulli: rivediamo  l'accordo con proprietà sul teatro Petruzzelli

Schittulli: rivediamo  l'accordo con proprietà sul teatro Petruzzelli
Primi passi del neonato consiglio provinciale di Bari sotto la guida del nuovo presidente che ha lanciato un appello a Vendola: «Rivendicheremo nei confronti dell’Ente regionale la piena attuazione del processo di decentramento amministrativo». Ovvero ambiente, ma soprattutto formazione professionale con le responsabilità (e i fondi) che ne conseguono. E sul Petruzzelli: «Chiederemo di rivedere il protocollo d’intesa con la Fondazione, la Provincia avrà un ruolo certamente meno burocratico per fare del teatro una realtà aperta a tutto il Mezzogiorno»

11 Luglio 2009

Una giornata all’insegna del fair play, con auguri e complimenti da un lato all’altro della barricata politica. Una giornata di sorprese, con i consiglieri subentranti avvisati nella serata inoltrata del giovedì: qualcuno (Somma, del Pdl) era così certo di non avercela fatta da essere partito in viaggio di nozze. E così, nel frattempo, si è aperta la luna di miele di Francesco Schittulli con la Provincia di Bari: giunta nuova di zecca, ringraziamenti al predecessore Divella («Un vero uomo delle istituzioni») e quel piglio marzial-presidenziale («Chi non è interessato vada fuori! Niente telefonini in aula!») che non è passato inosservato. 

L’unica, vera sorpresa del primo consiglio provinciale dell’era di centrodestra è la «bocciatura» di Michele Roca. Ripescato tra i banchi insieme a un emozionatissimo Enrico Tatò, dopo essere stato in ballo per la vicepresidenza l’esponente aennino ha dovuto rinunciare anche alla presidenza del consiglio: l’eletto è Piero Longo del Pdl, affiancato dai vicepresidenti Anna Maurodinoia (lista Schittulli) e Domenico Vitto (Pd), votati all’unanimità. Per la scelta del presidente il Pdl ha chiesto una sospensione dei lavori, che ha fatto pensare a contrasti nella maggioranza. 

«Nessun problema - assicura Antonio Distaso, vicecoordinatore regionale del Pdl - è soltanto che le trattative per la giunta si sono concluse a tarda ora. Non c’è stato il tempo materiale per discutere anche di questo». Roca, da parte sua, abbozza («Io presidente? Avrei fatto uno sgarbo a Longo»). Potrebbe fare il capogruppo del partito di maggioranza relativa, ma si saprà in settimana prossima. Il Pd ha già scelto Vito Antonacci, mentre Vincenzo Divella ha designato Fedele Lagreca come capogruppo della sua lista, e gli ha fatto promettere che alla prossima seduta indosserà anche la giacca. 

Le tensioni tra Pdl e Schittulli, insomma, sembrano essere state superate. Lunedì, dopo la prova di forza del presidente, il Pdl era stato a un passo dal decidere l’appoggio esterno. Poi è scoppiata la pace, insieme con la decisione del principale partito di centrodestra di nominare assessori soltanto gli eletti, facendo così rientrare in consiglio qualcuno degli «scontenti». L’esecutivo è stato salutato con rispetto dal Pd (Antonacci: «Gli riconosciamo grande qualità, lo giudicheremo sui fatti»), la sindacalista Mary Rina ha incassato il placet dell’Ugl. Unico neo, la scarsa presenza femminile: due donne in totale (un assessore, un consigliere), meno di quanto era lecito aspettarsi dalle dichiarazioni della vigilia. 
«Anche l’opposizione - dice Onofrio Resta, neo assessore ai Lavori pubblici - ha riconosciuto che si tratta di una giunta di qualità. Ora dobbiamo dimostrarlo sul campo. Ci fa piacere la condivisione su alcuni temi fondamentali: questa dovrà essere una consiliatura costituente, per occuparsi dell’area metropolitana e l’area vasta». Resta, medico universitario turese, ha un programma ambizioso: «Mi occuperò di distretti - dice - non solo industriali ma anche rurali. Penso ad esempio alla ciliegia, una ricchezza non soltanto per il mio paese ma per tutta la provincia». 

Ambizioso anche il programma di Schittulli, che ha aperto il suo intervento ricordando suo padre («Che nel 1952 ebbe a sedere in quest’aula»), ed ha lanciato un appello a Vendola: «Rivendicheremo nei confronti dell’Ente regionale la piena attuazione del processo di decentramento amministrativo». Ovvero ambiente, ma soprattutto formazione professionale con le responsabilità (e i fondi) che ne conseguono. Sul Petruzzelli: «Chiederemo di rivedere il protocollo d’intesa con la Fondazione, la Provincia avrà un ruolo certamente meno burocratico per fare del teatro una realtà aperta a tutto il Mezzogiorno». E sulla società di trasporto pubblico, la Stp, che sarà spacchettata e divisa in due: «Tracceremo il percorso insieme alla Bat. Nel frattempo, abbiamo chiesto alla società di non convocare il consiglio». [m.scagl.]
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