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In Puglia e Basilicata

Reagenti scaduti:  "sigilli" a laboratorio  del Policlinico di Bari

Reagenti scaduti:  "sigilli" a laboratorio  del Policlinico di Bari
I carabinieri del Nas hanno sottoposto a sequestro il laboratorio di analisi dell'Unità Operativa complessa di gastroenterologia universitaria del Policlinico di Bari. Durante un'ispezione, i militari hanno accertato la presenza di reagenti chimici scaduti e usati nei giorni precedenti per la ricerca di immunosoppressori, generando così il rischio di aver prodotto esami non sicuri per pazienti destinati al trapianto di organi. Inoltre sono stati trovati numerosi reagenti destinati all’accertamento di varie patologie, alcuni scaduti da dieci anni. Il Policlinico: nostri pazienti non corrono alcun rischio
• Palese (Pdl): fallimento della gestione sanitaria targata Vendola
• Mantovano: è uno dei tanti effetti delle scelte sanitarie regionali

10 Luglio 2009

BARI – Non c'e pace per la sanità pugliese, già scossa da inchieste giudiziarie. I Nas hanno scoperto nel laboratorio di analisi dell’unità operativa complessa di gastroenterologia universitaria del Policlinico di Bari alcuni reagenti chimici scaduti. Il laboratorio è stato sottoposto a sequestro, e secondo i Nas, poichè i reagenti sarebbero stati utilizzati nei giorni scorsi per la ricerca di immunosoppressori, ci sarebbe il rischio che non siano attendibili gli esami fatti a pazienti destinati al trapianto di organi. 

Del sequestro e dell’esito dei controlli è stata presentata una relazione alla Procura di Bari ma la direzione generale e quella sanitaria del Policlinico, che hanno avviato immediatamente una inchiesta interna, escludono che ci possano essere rischi per i pazienti sottoposti a trapianti d’organo e monitorati presso l’unità ospedaliera di Gastroenterologia Universitaria. Il Policlinico, infatti, evidenzia che il direttore della cattedra universitaria, Alfredo Di Leo, ha ribadito, nel corso dell’indagine interna «che tutti i parametri di controllo dei pazienti sottoposti a trapianto non possono aver subito nessuna alterazione significativa». 

Secondo la dirigenza del Policlinico, infatti, nell’ispezione è stata segnalata la presenza di un diluente scaduto da sette giorni, ma dalla verifica fatta, emerge che «in tutte le procedure fatte usando il reagente è stato accertato che in nessun caso il sistema di controllo automatico (sempre attivo durante tutte le analisi di laboratorio) ha segnalato la presenza di anomalie». Inoltre, «i livelli ematici del Tacrolimus nei pazienti monitorizzati non hanno subito significative alterazioni negli ultimi sette giorni, rispetto ai valori dei giorni precedenti». 

Il Policlinico riferisce, inoltre, che i Nas hanno anche rilevato la presenza «in una zona del laboratorio di Gastroenterologia non coinvolta in procedure di analisi, di alcuni flaconi di Acido Acetico, Acido Cloridrico e di alcune sostanze tampone (non impiegate per analisi su pazienti)» scadute da anni. Al riguardo, la direzione generale ha raccomandato «il pronto smaltimento di ogni sostanza non impiegata a scopo di assistenza o di ricerca e accantonata per aver superato la data di scadenza». La vicenda ha alimentato la polemica politica che già investe la gestione della sanità su cui gravano ben quattro inchieste giudiziarie e che nei giorni scorsi ha portato all’azzeramento e poi al rimpasto della giunta regionale. Il Pdl regionale è tornato a decretare il «fallimento» della gestione regionale, affermando che «la sanità targata Vendola assiste solo la politica e non gli ammalati». Per il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, «alla Puglia non serve qualche nuovo assessore per lanciare da subito la campagna elettorale tesa a confermare il presidente Vendola. Serve una netta inversione del quadro politico, con opzioni razionali ed efficienti».

(di Paola Laforgia) 
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