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In Puglia e Basilicata

Ex dg Policlinico di Bari «Appalti nella sanità  secondo certe prassi»

Ex dg Policlinico di Bari «Appalti nella sanità  secondo certe prassi»
di CARLO STRAGAPEDE
Antonio Castorani diresse il grande ospedale del capoluogo da settembre 2006 ad agosto 2008 quando Vendola lo sollevò dall’incarico. Ascoltato in Procura come «persona informata sui fatti». Viene ipotizzato un sistema clientelare che avrebbe controllato la fornitura di apparecchiature e gestito appalti
• Il procuratore Marzano spiega i ritardi nell’inchiesta

09 Luglio 2009

di CARLO STRAGAPEDE

BARI - Un meccanismo raffinato di gestione irregolare degli appalti esterni del Policlinico e delle nomine a primario emergerebbe in modo sempre più chiaro, sempre più definito, dalle indagini coordinate dal pubblico ministero antimafia Desirée Digeronimo. È lei la titolare dell’inchiesta sulla sanità regionale, che lo scorso febbraio ha costretto alle dimissioni l’assessore Alberto Tedesco. E alcune di queste presunte irregolarità sarebbero state confermate dall’ex direttore generale dell’azienda Policlinico, Antonio Castorani, che è stato ascoltato dal pm ieri mattina, per circa due ore. Castorani è stato sentito come «persona informata sui fatti», cioè come potenziale testimone. Fonti investigative considererebbero «utile» la sua aud izione. 

Andiamo per gradi. L’inchiesta coordinata dalla dottoressa Digeronimo si sta allargando a macchia d’olio. Numerosi altri testimoni saranno ascoltati nei prossimi giorni. I carabinieri del reparto operativo provinciale, agli ordini del colonnello Giuliano Polito e del capitano Michele Cataneo, hanno già acquisito una valanga di documenti. La Procura, confortata in questo anche da una quantità monumentale di intercettazioni telefoniche e ambientali, ipotizza un sistema clientelare che controllava la fornitura di apparecchiature sanitarie e, in generale, alcuni appalti esterni. 

Un sistema nel quale - secondo il pm - era essenziale la presenza di primari «amici». I quali, con il loro avallo tecnico, giustificassero la necessità di una determinata fornitura da parte di una certa azienda. Gli inquirenti avrebbero accertato che almeno in alcuni episodi sospetti sarebbe stato utilizzato in modo «oculato» lo strumento della prorogatio di primari ospedalieri «facenti funzioni», i quali erano presumibilmente più gestibili dei nuovi titolari che si sarebbero insediati. Il presunto ritardo voluto nella nomina dei primari delle sedi vacanti - sempre secondo gli inquirenti - avrebbe permesso di evitare l’adozione di atti ufficiali irre golari. Eppure la verità sta venendo a galla. 

E alcune «criticità» nel funzionamento del Policlinico sarebbero state al centro dell’audizione dell’ex dg Antonio Castorani, protrattasi dalle 11 alle 12,45. Castorani diresse il grande ospedale da settembre 2006 ad agosto 2008, quando il presidente della Regione Nichi Vendola lo sollevò dall’incarico e lo sostituì con l’allora direttore sanitario Vitangelo Dattoli, tuttora dg e anche lui iscritto nel registro degli indagati ma solo per il reato di false dichiarazioni al pm. 

Castorani, docente di Costruzioni idrauliche al Politecnico di Bari, al pm avrebbe parlato in particolare di alcune prassi consolidate che trovò quando, a settembre del 2006, assunse l'incarico. Prassi che prevedevano, per esempio, il ricorso continuo alla dichiarazione di «unicità e infungibilità» per acquistare protesi ortopediche e cardiochirugiche direttamente dalle aziende che le commercializzano, aggirando quindi la normale gara. In parole povere, la gara può essere evitata quando esiste una sola ditta che produce un determinato pezzo. Per certificare la «unicità», però, di regola occorre la dichiarazione del primario del reparto, controfirmata dal direttore sanitario dell’ospedale che autorizza la spesa. Queste modalità di acquisto sono oggetto anche di un’altra inchiesta sulla sanità, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Scelsi.
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