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In Puglia e Basilicata

Traditi da una lettera all'amante: due arresti

Traditi da una lettera all'amante: due arresti
ANDRIA - Sono stati traditi da una lettera che il boss aveva inviato dal carcere alla propria amante, nella quale le rivelava di aver ordinato a un gregario di eliminare un uomo del clan avverso. Le manette sono scattate ai polsi del 34enne Michele Pistillo, ritenuto capo del clan omonimo, e del 24enne Antonio Pignataro, entrambi andriesi.

08 Luglio 2009

ANDRIA - Sono stati traditi da una lettera che il boss aveva inviato dal carcere alla propria amante, nella quale le rivelava di aver ordinato a un gregario di eliminare un uomo del clan avverso. Le manette sono scattate ai polsi del 34enne Michele Pistillo, ritenuto capo del clan omonimo, e del 24enne Antonio Pignataro, entrambi andriesi.
I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Dda. I due sono ritenuti responsabili, in concorso, di tentativo di omicidio premeditato e di detenzione illegale di arma da fuoco, aggravati dall’appartenenza a una associazione di tipo mafioso. 

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, il 20 ottobre del 2005 Pignataro, su ordine di Pistillo, tentò di uccidere un giovane poco più che ventenne, Giuseppe Fortunato, affiliato al clan rivale Pastore, ferendolo con un colpo di pistola al torace. In questo modo, ritengono gli investigatori, Pistillo intendeva riaffermare la supremazia del proprio clan nel controllo del traffico di droga nella zona. Pignataro era invece mosso da desideri di vendetta nei confronti del clan Pastore, dopo la scomparsa nel dicembre del 1992 di suo padre Raffaele, vittima presumibilmente di lupara bianca. 

A dare una svolta alle indagini sull'agguato è stato il rinvenimento – nel corso di una perquisizione domiciliare nel febbraio del 2008 – di una lettera che il boss aveva inviato dal carcere alla sua amante, svelando di aver ordinato a un gregario l'eliminazione di un uomo del clan avverso. Le successive intercettazioni ambientali hanno consentito di ricostruire i retroscena e la dinamica dell’episodio.
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