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In Puglia e Basilicata

Sanità: gli amici vip di Gianpi Tarantini e quei 16 coca-party

Sanità: gli amici vip di Gianpi Tarantini e quei 16 coca-party
BARI - Un fiume di cocaina nelle feste dei Vip fra Bari e Giovinazzo. Al centro della scena ricostruita dal pubblico ministero Roberto Rossi sempre lui, Gianpi Tarantini, accanto al quale quale spunta però questa volta anche il suo presunto spacciatore, Bartolomeo Rossini, barese di 39 anni residente al quartiere San Girolamo. Sarebbe lui, stando all’accusa, l’uomo che avrebbe rifornito per mesi di cocaina Gianpi Tarantini e attraverso di lui i suoi celebri ospiti. Almeno 16 «occasioni conviviali» 
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08 Luglio 2009

di Luca Natile


BARI - Un fiume di cocaina nelle feste dei Vip fra Bari e Giovinazzo. Al centro della scena ricostruita dal pubblico ministero Roberto Rossi sempre lui, Gianpi Tarantini, accanto al quale quale spunta però questa volta anche il suo presunto spacciatore, Bartolomeo Rossini, barese di 39 anni residente al quartiere San Girolamo. Sarebbe lui, stando all’accusa, l’uomo che avrebbe rifornito per mesi di cocaina Gianpi Tarantini e attraverso di lui i suoi celebri ospiti.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso fra il 2 agosto 2002 e il 15 febbraio 2003: il pm ricostruisce almeno 16 «occasioni conviviali» in occasione delle quali Rossini avrebbe fornito la cocaina a Tarantini e lui l’avrebbe poi offerta ai suoi amici. Allegre «sniffate» di gruppo nella villa di Gianpi a Giovinazzo, in una imprecisata residenza di Bari e almeno una volta in un lussuoso locale pubblico della provincia.

Uomini e donne della Bari bene, soprattutto commercianti e imprenditori molti noti in città, ma anche ragazze identificate semplicemente con un nome: come Luisella, Micaela, Cristina. E poi ancora Edoardo, Massimo, David, Francesca, Teresa, Francesco. Coppie illustri e anonimi single che si incontravano già 7 anni fa alla corte di Tarantini così come, secondo la procura, avrebbero continuato a fare nei mesi scorsi, quando una simile, allegra, comitiva sbarcò in Sardegna e presso le ville del presidente del consiglio.

Il capitolo «droga» nel romanzo della dolce vita di Giampaolo Tarantini, tra escort e feste vip, sembra destinato ad arricchirsi di nuove appendici. Il fatto che anche nelle più recenti feste della Bari «che conta» circolassero cocaina ed «escort» è una circostanza che viene riferita nei dialoghi telefonici intercettati e registrati dagli investigatori nel corso della inchiesta per corruzione nel sistema degli appalti della sanità pugliese, coordinata dal pm Giuseppe Scelsi, l’ultima in ordine di tempo.

È un capitolo che secondo il procuratore della Repubblica di Bari Emilio Marzano sta ora tornando a prendere consistenza. «Stiamo approfondendo l’indagine su questo aspetto – ha detto il procuratore – e sentiremo al riguardo altre persone. Verifiche dalle quali potrebbe emergere anche se le prestazioni sessuali delle escort pagate da Tarantini siano state utilizzate come tangenti in cambio di favori da parte di politici».

Gli investigatori stanno ricostruendo i passaggi attraverso i quali lo stupefacente veniva acquistato dagli spacciatori, portato nelle feste, ceduto e consumato. Tra «escort» e cocaina il giro avrebbe coinvolto in tempi recenti e a vari livelli nomi importanti della vita politica e delle pubbliche amministrazioni baresi di diversa estrazione politica.

Lo stesso giro di cocaina consumata durante quelle serate conviviali in casa di Giampaolo Tarantini e documentato - come si diceva all’inizio - sin dalla prima inchiesta (datata 2001-2004) sul sistema delle forniture di protesi sanitarie ad Ausl che coinvolge i fratelli Tarantini e il coordinatore regionale del movimento politico «La Puglia prima di tutto», Salvatore Greco, indagati con altre venti persone per associazione per delinquere e concorso in falso.

[l.nat.]

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