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In Puglia e Basilicata

Salento, mucche e vitelli alla diossina abbattuti

Salento, mucche e vitelli alla diossina abbattuti
di CAMILLO DE DONNO
Oggi al mattatoio oltre 70 capi, risultati fortemente contaminati (nella foto, il loro trasferimento dalle stalle). L’ordine è partito dal servizio di veterinaria della Asl di Maglie (Lecce). Tre famiglie da mesi senza fonte di reddito
• Curate fino alla fine, un danno da 350mila euro
• Da Taranto, Marescotti di Peacelink: contro la diossina nella carne più controlli

07 Luglio 2009

di CAMILLO DE DONNO

MAGLIE - Mucche e vitelli della masseria Lanciano pronti per il mattatoio. In esecuzione di un provvedimento del Servizio di veterinaria della Asl, gli animali sono stati trasferiti ed oggi saranno abbattuti. Si tratta di oltre 70 mucche da latte, di qualche vitello che sarebbe stato pronto per la commercializzazione, di vitellini nati da poche settimane e di altri che moriranno nel ventre delle loro madri, senza mai aver visto la luce. L’azienda Lanciano è nelle immediate vicinanze della zona industriale e risulta essere tra le più contaminate dall’inquinamento da diossine. 

Sin dalle prime analisi eseguite dopo l’allarme generato dalla rilevazione delle molecole cancerogene nei fumi della Copersalento, si accertò che i valori di diossina nel latte erano di 12,33 picogrammi per grammo, così come ben oltre i limiti di tollerabilità erano le percentuali di diossina nelle carni dei bovini. Stessa situazione di inaccettabilità per i foraggi provenienti dai campi (circa 11 ettari) che sono tutt’intorno alla fattoria e ricadono nei territori di Maglie e Cursi. 

La vicenda ha avuto inizio qualche mese fa e da allora l’azienda è in una situazione di totale fermo, nel senso che per le tre famiglie che da quell’attività traggono l’unico sostentamento si è bloccata la commercializzazione dei prodotti; ma non il lavoro che in un’azienda zootecnica comunque deve essere fatto. Così i fratelli Lanciano ed i loro genitori hanno continuato a governare gli animali (oltre ai bovini nella masseria sono allevate 225 pecore) ed a mungerli sapendo che latte e carne altro non erano che rifiuti da smaltire; così la stalla di recente ammodernata con notevole impegno economico si è di fatto trasformata in una specie di braccio della morte e le attrezzature di cui i Lanciano si erano dotati sono diventate apparecchiature senza senso. Oggi l’epilogo: anche per gli animali è giunta l’ora dell’abbattimento e della distruzione controllata. Come da mesi accade per il latte, pure chi lo ha prodotto diventa rifiuto.

• Curate e nutrite fino alla fine per un danno da 350mila euro
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