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In Puglia e Basilicata

Vendola-Bis, "scintille" col Pd Il Pdl valuta la sfiducia

Vendola-Bis, "scintille" col Pd Il Pdl valuta la sfiducia
"Pace a denti stretti" tra il gruppo consiliare del Pd e la Regione Puglia, dopo le contestazioni alle scelte del presidente, Nichi Vendola, per il "rimpasto" nell'esecutivo pugliese. All'indomani della prima riunione della giunta "Vendola-Bis", con intorno al tavolo i cinque nuovi assessori, la rivolta dei consiglieri regionali del Pd non si è del tutto sopita. Il gruppo chiede una riunione della maggioranza alla Regione, prima della seduta del consiglio regionale che proprio oggi è stata convocata dai capigruppo per il prossimo 13 luglio. All'ordine del giorno, le comunicazioni di Vendola sul "rimpasto". Il Pdl in questi giorni valuterà l'opportunità di presentare una mozione di sfiducia
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08 Luglio 2009

BARI - E' una "pace a denti stretti" quella accettata dal gruppo consiliare del Pd alla Regione Puglia, dopo le contestazioni emerse due giorni fa alle scelte fatte dal presidente, Nichi Vendola, per concludere l’operazione "rimpasto" nell’esecutivo pugliese. All’indomani della prima riunione della giunta "Vendola-Bis", con intorno al tavolo i cinque nuovi assessori, la rivolta dei consiglieri regionali del Pd non si è del tutto sopita. Il gruppo chiede una riunione della maggioranza alla Regione, prima della seduta del consiglio regionale che proprio oggi è stata convocata dai capigruppo per il prossimo 13 luglio. All’ordine del giorno, le comunicazioni di Vendola sul "rimpasto" e, successivamente, la relazione dell’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, sull'inchiesta amministrativa avviata dalla giunta sulla gestione e sugli atti delle Asl pugliesi. 

L'intero sistema di gestione della sanità regionale è oggetto di varie inchieste nella Procura di Bari che hanno ripercussioni politiche. Domani il capogruppo del Pd, Antonio Maniglio, consegnerà a Vendola un documento che conterrà la posizione ufficiale assunta questo pomeriggio. 

«Non vogliamo essere subalterni, vogliamo essere coinvolti nelle scelte, ma non saremo certo noi a far cadere la giunta» e, soprattutto, d’ora in avanti se per spirito solidale i consiglieri hanno «taciuto su pecche e inadempienze», ora non sarà più così. 

giuntaLo "strappo" con il presidente, insomma, brucia ancora, soprattutto tra i salentini: il mandato del gruppo consegnato nella giornata frenetica di lunedì nelle mani del segretario regionale del partito, Michele Emiliano, e del capogruppo regionale, Antonio Maniglio, è stato disatteso. Vendola ha tirato dritto e non solo non ha confermato la vecchia delegazione del Pd in giunta (tranne il vicepresidente, Sandro Frisullo, che si era fatto da parte dopo che il suo nome era emerso nell’inchiesta giudiziaria sulle escort), come aveva anche chiesto la segreteria regionale, ma non ha neanche ridotto il numero degli assessori "esterni" e ha deciso tutto, senza un minimo confronto con il gruppo. 

Il gruppo consiliare oggi si è riunito senza il segretario regionale, Michele Emiliano, impegnato a Roma – a quanto si è saputo – in un incontro con D’Alema. Erano presenti alla riunione di gruppo 19 consiglieri su 26; tra gli assenti anche Pina Marmo che in una nota esprime «pieno sostegno a Vendola e alla sua giunta», chiarendo così la sua posizione. 

Certo è i consiglieri del Pd, lunedì, non si presenteranno in consiglio a cuor leggero. Lo sa anche il Pdl che in questi giorni valuterà l’opportunità di presentare una mozione di sfiducia: una decisione strettamente legata ai "mal di pancia" nel Pd. Se continueranno, la mozione sarà presentata e l'opposizione potrebbe contare sul voto di qualche "scontento"; se cesseranno, il Pdl non correrà il rischio che la maggioranza si ricompatti proprio sulla richiesta di sfiducia.
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