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In Puglia e Basilicata

"Maga" arrestata in flagranza Non aveva previsto la Polizia

"Maga" arrestata in flagranza Non aveva previsto la Polizia
La Polizia ha arrestato oggi la salentina Agata Colla, di 41 anni. Pare che la signora, da una ventina d'anni, si dedicasse alla cartomanzia e a prevedere per gli altri (a pagamento) sorte e malasorte. Evidentemente però Agata Colla, non è stata in grado di prevedere l'arrivo degli agenti che, infatti, l'hanno arrestata in flagranza di reato, a Lequile, mentre incassava una grossa somma da una signora. Stando alla denuncia di quest'ultima, i versamenti servivano a difenderla da "poteri maligni" e la cifra complessiva ammonterebbe a circa 300mila euro. La "maga" è ora accusata di truffa aggravata e continuata ed estorsione continuata

06 Luglio 2009

LECCE - Agata Colla, di 41 anni, che - da una ventina d’anni - si sarebbe dedicata alla cartomanzia è stata arrestata in flagranza di reato a Lequile dalla polizia con l'accusa di truffa aggravata e continuata ed estorsione continuata. A consentire che si ponesse fine ai suoi giochi con le carte con conseguenti riti propiziatori è stata una donna che ha trovato il coraggio di sporgere denuncia. Alla polizia ha raccontato di continue somme di denaro versate mensilmente tanto da raggiungere la cifra di 300mila euro nel corso degli anni: una cifra versata in cambio della garanzia che la sua casa, la sua esistenza e quella di suo figlio non sarebbero state invase da "forze negative". 

E così, per avere la meglio su queste forze del male la maga durante riti di purificazione nella casa della malcapitata avrebbe fatto sparire oggetti di valore e mobili, asserendo che fossero preda di entità demoniache, e le avrebbe invece venduto oggetti contro il malocchio. Agata Colla, moglie di un militare dell’esercito, è stata arrestata subito dopo aver intascato dalla vittima 1.550 euro. Con sè aveva anche 4.100 euro, ritenuti probabile consimile provento. 

Nel corso delle perquisizioni domiciliari nelle sue cinque case, due a Lequile, due a San Foca e una a San Pietro in Lama, i poliziotti hanno trovato i suoi "arnesi" da lavoro: un campionario di magia nera, tarocchi, ceri, candele nere, pendoli, un manuale di magia nera. Ma soprattutto nell’abitazione di San Pietro in Lama sono state trovate dodici buste contenti circa 112mila euro in banconote di vario taglio e numerosi monili e oggetti in oro. Tutta roba che induce gli inquirenti a ritenere che fossero numerose le vittime cadute nella sua rete.
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