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In Puglia e Basilicata

Lecce, malati in rivolta: un tecnico  in ferie, radioterapia dimezzata

Lecce, malati in rivolta: un tecnico  in ferie, radioterapia dimezzata
di GIOVANNI DELLE DONNE
Brutta sorpresa per decine di malati di cancro che devono sottoporsi a radioterapia. All’Oncolo gico è stato soppresso il turno pomeridiano a causa del trasferimento di uno dei tecnici. Così vengono effettuate circa 20 prestazioni in meno ogni giorno. E le liste d’attesa arrivano subito a due mesi.

06 Luglio 2009

di GIOVANNI DELLE DONNE

LECCE - Speravano di poter fare la radioterapia all’Oncologico ed invece dovranno rivolgersi altrove, probabilmente fuori provincia. L’amara sorpresa quando si sono presentati nell’unità operativa di Radioterapia dove hanno appreso che dal primo luglio l’attività era stata dimezzata. Colpa delle ferie estive e, soprattutto, del trasferimento di un tecnico destinato ad altro reparto. Ciò ha inevitabilmente determinato la chiusura di un turno di lavoro. In pratica 20 pazienti in meno da trattare, decine di prestazioni soppresse. E chi ha visto svanire la possibilità di curarsi a Lecce si ribella. «Al danno rappresentato dalla malattia - si sfogano con il giornale - la beffa di doverci recare lontano per poter usufruire di un sacrosanto diritto. Anche perchè noi non siamo malati qualunque e non possiamo aspettare che torni la normalità per accedere alla terapia. E’ la malattia che non attende». 

Ovviamente le ragioni del cuore non coincidono con quelle burocratiche ma i pazienti «discriminati » non comprendono come «non si riesca a dotare questo reparto - che funziona tanto bene da attirare pazienti da ogni parte - del personale necessario a funzionare tutto il giorno». In effetti uno dei problemi più grossi è rappresentato prioprio dalla rilevanza che la Radioterapia del Fazzi ha raggiunto in questi anni. Dopo i decenni di «vergognosa attesa del reparto», oggi vengono a Lecce malati provenienti anche da fuori regione. Uno dei pochi casi di mobilità attiva che si registrano nel sud della Puglia. Ciò è dovuto alla reputazione che il servizio è riuscito a farsi nella comunità scientifica italiana e nell’opinione pubblica. L’ultima conquista è rappresentata dalla radiochirurgia stereotassica. Per rispondere alla continua domanda, era stato attivato un secondo turno grazie al quale le prestazioni erano raddoppiate. Ma da luglio è tutto dimezzato, pare, come si diceva, per il trasferimento ad altro incarico di uno dei tecnici. Con un contraccolpo pesante per i malati che, come abbiamo visto, si ribellano. 

Ricominciano, dunque, i viaggi della speranza anche in un settore, come la Radioterapia, che in pratica li aveva annullati riducendo quasi a zero le liste d’attesa. Ora sona già tornate a due mesi e, se non si risolve la situazione, sono destinate a crescere ancora. Viaggi della speranza che sono ricominciati anche per i bambini ammalati di tumore da quando, ormai è passato un anno, sono stati sospesi i ricoveri ad Oncoematologia pediatrica, da quando la dottoressa Titti Tornesello, responsabile dell’unità operativa, è dovuta tornare a Roma essendo scaduto il suo contratto. In questo periodo ha funzionato solo il day hospital garantendo l’assistenza ai piccoli malati che erano già in carico al reparto. Per i «nuovi», un invevitabile viaggio della speranza verso il Nord. Una situazione di disagio che, per fortuna, dovrebbe risolversi entro breve tempo. Dopo varie vicissitudini, infatti, la Asl ha firmato una nuova delibera di incarico ed il Policlinico Gemelli ha concesso alla dottoressa Tornesello il nulla osta a tornare a Lecce. Cosa che avverrà il primo agosto prossimo. Se si riuscità ad aumentare l’organico dei medici, entro la metà di settembre ricominceranno i ricoveri. Sperando che, intanto, anche nell’interrato dell’Oncologico, sia ricominciato il doppio turno a Radioterapia.
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