Martedì 20 Agosto 2019 | 06:54

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Sulle polemiche relative all'Arpal, l'Agenzia regionale sulle politiche attive del lavoro, e sulle short list per il reclutamento di personale, al centro anche di una riunione del consiglio regionale (poi rinviata) interviene il direttore generale della neonata Agenzia, Massimo Cassano inviando una lettera alla Gazzetta.

«Caro Direttore, approfitto dell’imparzialità della Gazzetta del Mezzogiorno e della sete di verità e giustizia che anima il lavoro tuo e dell’intera Redazione per chiarire, spero una volta per tutte, la mia posizione e ancor più quella dell’Arpal Puglia, l’agenzia regionale per le politiche attive del lavoro di cui mi onoro di essere commissario straordinario.

Sottolineo, rivolgendomi alle Cassandre che abbondano nel panorama politico e non solo, che sono approdato a questo ruolo dopo aver ricoperto per anni quello di Sottosegretario di Stato al ramo ed aver affrontato in un periodo tra i più complessi della storia del nostro Paese, alcune delle vertenze più difficili per la salvaguardia e lo sviluppo dei livelli occupazionali del Mezzogiorno d’Italia. Ricordo che fare politica, soprattutto a livello territoriale, può essere utile e producente per la collettività, solo se si ha l’umiltà di ascoltare, studiare, offrirsi al sacrificio. Insegnamenti che, mi accorgo con estremo dispiacere, vengono sistematicamente ignorati, con l’unico risultato di esporsi senza ritegno al pubblico ludibrio. Ma soprattutto, in caso di espressioni e scritti carichi di rancore e odio dal forte sapore calunnioso, a eventuali azioni giudiziarie a tutela della mia persone, della mia attività, dell’attività dell’Arpal e di chi ancora crede in un’azione libera da quei legami clientelari che tanti danni in passato hanno fatto alla società pugliese e che, nonostante tutto, continuano sistematicamente a riaffacciarsi.

Detto questo entro nel particolare: Arpal è l’ultima nata della agenzie regionali. Molte altre hanno avuto lunghi periodi di commissariamento usando, a norma di legge, le loro shorting list in percentuali varie, ove c’era e c’è la necessità per l’agevole funzionamento della macchina tecnica e amministrativa. Arpal al momento non ha ancora utilizzato le shortiing list, perché non ha terminato le procedure necessarie all’azione dell’Agenzia stessa, non potendo di conseguenza ancora disporre materialmente delle risorse concesse.

Quindi mi chiedo cosa ci sia dietro questo continuo «processo preventivo» ai danni di Arpal Puglia. Se qualcuno spera di utilizzare una qualsivoglia tattica a proprio personale vantaggio, è bene che sappia che troverà risposte a colpi di denunce all’autorità giudiziaria.

In pratica attaccando l’Arpal – che guido da tre mesi - si mostra esclusivamente di non avere realmente argomenti sulla questione. Prima di me  c’era un altro commissario che è durato in carica 6 mesi e che tra le altre cose aveva posto in essere uno statuto e dei regolamenti che sono stati poi ripresi e adeguati dalla nostra azione pur senza, al momento, poter utilizzare personale.
Se invece ci sono obiettivi diversi, se qualcuno è convinto di avere per le mani motivazioni reali, concrete – e non ideologiche e rancorose – contro la mia «giovanissima» gestione dell’Agenzia, vada in Procura. Invece di affidarsi a strampalate conferenze stampa - e se si è convinti di essere dalla parte della ragione - si abbia il coraggio di metterci la faccia, di sporcarsi le mani. Altrimenti, sarò costretto io a mettere in atto quelle azioni necessarie a portare alla luce l’unica cosa che mi interessa realmente in questo mare di fuffa: la verità».

DIT: LUI DENUNCIA? UN INVITO A NOZZE - «Leggiamo che il dott. Massimo Cassano minaccia di adire l'Autorità Giudiziaria per denunciare la nostra azione politica, quella che instancabilmente stiamo conducendo sulla sua nomina a commissario straordinario dell'Arpal Puglia voluta dal presidente Michele Emiliano». Lo dichiarano i consiglieri del gruppo regionale di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini).

«Se pensa di intimidirci - scrivono - sappia che non ci riesce, anzi può essere l'occasione perché altri organi possano accendere i riflettori sulla stessa nomina. Dal canto nostro, continueremo a porre in evidenza sia l'illegittimità di una nomina non prevista dalla Legge regionale istitutiva dell'Agenzia, sia l'inopportunità della sua nomina in quanto capo politico di una forza politica tutta protesa nelle campagne elettorali Amministrative, Europee e prossime Regionali, sia  l'inadeguatezza rispetto al Codice Etico dei pubblici amministratori che la nostra Regione osserva e la non aderenza a un'etica pubblica che vorrebbe che l'offerta di una poltrona non debba servire a creare "uccelli migratori". Se per il dott. Cassano siamo noi a ledere la sua immagine vada avanti, noi gli andremo dietro, ci invita a nozze!».

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