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In Puglia e Basilicata

Sigarette falsificate a Taranto: 7 arresti

TARANTO Gestiva un traffico illegale di sigarette con il sigillo contraffatto dei Monopoli di Stato l'organizzazione smantellata dalla Guardia di Finanza di Taranto. La merce – ha detto nel corso di una conferenza stampa il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta – veniva prodotta in Cina e transitava dalla Slovenia, «dove i controlli sono meno serrati, prima di giungere nel nostro Paese».

05 Luglio 2009

TARANTO Gestiva un traffico illegale di sigarette con il sigillo contraffatto dei Monopoli di Stato l'organizzazione smantellata dalla Guardia di Finanza di Taranto.

La merce – ha detto nel corso di una conferenza stampa il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta – veniva prodotta in Cina e transitava dalla Slovenia, «dove i controlli sono meno serrati, prima di giungere nel nostro Paese».

Sono diversi i sequestri che sono stati fatti, dall’inizio dell’operazione, su tutto il territorio nazionale: il primo fu compiuto nel porto di Taranto il 30 aprile del 2007, gli altri sono stati eseguiti ad Ancona, a Roma e a Napoli, fino ad arrivare all’ultimo carico scoperto il 4 novembre del 2008 nel porto di Nogaro (Udine).

In tutto sono state sequestrate oltre 72 tonnellate di sigarette.

Secondo gli investigatori sarebbero state vendute a prezzo pieno dal presunto sodalizio criminoso, anche a canali di vendita ufficiali, e avrebbero consentito un illecito profitto di 12,5 milioni di euro.

I militari hanno eseguito sette delle otto ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari di Lecce Andrea Lisi su richiesta del pubblico ministero della Direzione antimafia Lino Giorgio Bruno.

In carcere sono finiti un cittadino cinese, Zhu Yu Shu, di 36 anni, considerato il promotore dell’organizzazione, colui che ordinava la merce e la introduceva nel territorio italiano, e cinque suoi presunti collaboratori, che a vario titolo finanziavano a davano il proprio supporto nelle fasi di acquisto, introduzione e commercializzazione della merce. Gli arrestati sono: Marcello Romano, di 46 anni, di Napoli; Valter Pagliaccia, di 49 anni, di Anzio (Roma); Franco Federici, di 57 anni, di Roma; Santo Flagiello, di 50 anni, di Sant'Antimo (Napoli); e Claudio Lamino, di 43 anni, di Sant'Antimo (Napoli). Ha ottenuto gli arresti domiciliari Nicola Picardi, di 54 anni, di Taranto, spedizioniere doganale.

Secondo gli investigatori, sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali e le localizzazioni tramite i sistemi di rilevamento satellitari Gps a consentire di ricostruire i movimenti dell’organizzazione e stabilire le singole responsabilità delle sette persone arrestate ieri.

L'inchiesta è stata coordinata, per competenza, dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce. Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando doganale, singoli episodi di contrabbando, falso ideologico, contraffazione di pubblici sigilli, introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi e falso materiale.

Dalle bolle di accompagnamento risultava che i container erano destinati in Romania, ma secondo gli inquirenti le sigarette sarebbero state commercializzate in Italia. Sotto sequestro sono finiti anche 112mila articoli di abbigliamento, la maggioranza dei quali con marchio falsificato di prestigiose griffe.

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